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A Beppe Grillo il nuovo anno ha portato più indulgenza e garantismo

Egregio Direttore,
Omertà, Omertà, Omertà, Omertà……!?!?!

A Beppe Grillo il nuovo anno ha portato più indulgenza e garantismo. Ciò peraltro sarebbe un bene, se valesse per tutti e non solo per quelli del suo Movimento e soprattutto per salvare la Raggi simbolo della vittoria di Grillo-Pirro. A proposito, scordatevi la coerenza, l’onesta’ e la trasparenza, perché Il “gestore del sito” c’ha ripensato, non andranno più di moda. Il punto stavolta non è solo il suo vantaggioso lucrare dai click-Casaleggio degli attivisti sul suo blog. Il punto è che la tanto sbandierata coerenza e richiamo all’onestà su cui si è basata la nascita del suo Movimento, viene palesemente smentito dal voltagabbana di Grillo-e tutti quelli che lo voteanno che adesso che i suoi sono indagati in tutto il paese, pubblica alla spicciolata un codice di comportamento etico nel quale indica la non gravità dell’indagabilità dei grillini dalle firme false cronate e bugiarderie-disastrose ovunque siedono. Anche la silente Torino sta trattenendo il fiato del proprio collasso della nuova Sindaca! Sono preoccupanti i suoi codici ed i suoi contratti, superiori alla Costituzione ed alle attuali norme costituzionali. Loro fanno Repubblica a sé. sono superiori a queste cose. sono diversi. Vengono da Marte zona trasparenza-fiscale non ancora controllata. Non sono solo i clik a portare denaro alla Casaleggio, ma la specifica richiesta di versamenti su un conto del quale nulla si sa. Io credo che solo una riforma del sistema partiti potra’ fare un po’ di luce su questo movimento-azienda e sui relativi bilanci. Ora, premesso che la cosa mi vede d’accordo, bisogna anche precisare che detto da uno che fino a ieri faceva un giorno sì e l’altro pure campagne denigratorie sugli indagati di Forza Italia e del Pd, mi suona tanto come una corsa ai ripari prima che tutto il castello di menzogne su cui è costruito il suo movimento crolli giù senza possibilità di “arresto” oltre al rumoroso Carro-carroccio-Lega che fa rumore, perché è vuoto. E non si creda che il Presidente della Repubblica intenda seguire un’agenda sua, svincolata da quella di quel Parlamento di cui egli è forse il più fine conoscitore; così come sarebbe sbagliato pensare che la sua cultura politica tolleri un inane “tirare a campare”: da questo punto di vista i partiti e il Parlamento dovranno guardare al Quirinale come un esaminatore attento di quel che succede e soprattutto di quello che non succede. Lo si dovrebbe tenere a mente, a proposito della discussione sulle elezioni anticipate. A Sergio Mattarella tocca dunque un compito delicatissimo, quello di ricucire una tela politica che regga alle pressioni di un’opinione pubblica, essa sì, sfibrata. Un compito tutto politico, non da notaio.

Celso Vassalini. Cittadino Europeo.
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