Scompare a 95 anni Carlo Azeglio Ciampi: guidò l’Italia nell’euro

Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è spento, a 95 anni, in una clinica romana dove era ricoverato da tempo. Era malato dal 2014 e dalla natia Livorno, cui era legatissimo e dove aveva deciso di trascorrere gli ultimi anni, era stato trasferito nella clinica Pio XI, dove si è spento per le complicazioni di una peritonite.

Nato a Livorno il 9 dicembre 1920 è stato governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994) e ministro del Tesoro e del bilancio e della programmazione economica (dal 1996 al 1999) è stato uno dei protagonisti del secondo dopoguerra e della Seconda Repubblica. Amava definirsi “un italiano normale” ed era una sorta di Cincinnato, chiamato a più riprese a occuparsi della cosa pubblica.

Eletto decimo presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 ha ricoperto l’incarico fino al 15 maggio 2006 quando gli successe Giorgio Napolitano. Arrivano i primi messaggi di condoglianze.

“L’abbraccio del Governo alla signora Franca. E un pensiero grato all’uomo delle Istituzioni che ha servito con passione l’Italia”. Così su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Nel ricordo del mondo politico, però, il rammarico non è unanime. “Uno dei traditori del’Italia” lo ha definito il leader della Lega, Matteo Salvini, “come Napolitano, Prodi e Monti”.

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