SSC Napoli - rassegna stampa

Corbo: “L’abbraccio inatteso tra Gonzalo e il maestro”

corbo
corbo

Un minuto racconta un anno. Higuain segna a Bergamo il primo gol di testa del campionato, l’improvvisa felicità lo fa volare come in una nuvola fino alla panchina, lo porta subito da Sarri, gli si aggrappa alle spalle. Lo scorbutico maestro oltre gli occhiali old style guarda altrove, si è appena girato, non si accorge di nulla, né si aspetta uno slancio di affetto e gratitudine, non lo immagina, perché Sarri conosce bene il calcio, quindi l’ipocrisia e le vanità, la banalità e gli egoismi, la menzogna e gli interessi di un mondo così lontano dai sogni puliti dei tifosi. Mezzo minuto stringe uno all’altro due uomini di buoni sentimenti che avevano tanto da dirsi, che si rivelano finalmente in una confessione pubblica, Higuain vuol far sapere che deve tutto e solo a lui, ad un allenatore che ora gli insegna ad amare fatica e ambizione. Sarri non lo loda, lo corregge. Lo tratta da campione acerbo, gli spiega ogni giorno come esserlo, e andare oltre. Lo ha recuperato anche da una crisi che coincise con il suo 28esimo compleanno e il pareggio con la Roma, lo ha convinto a provare e riprovare i gol di testa su calcio d’angolo. I giganti gallesi della Juve, John Charles prima e poi Ian Rush poi, salivano più in alto delle aquile davanti al secondo palo, le testate erano colpi di martello. Dall’uruguaiano Ettore Puricelli e Peppe Massa di Mergellina, come si fa gol sul primo sfiorando di destrezza la palla. Segna così anche Higuain, nella domenica della quinta doppietta. Sedici gol sono tanti, e li indovina ridendo, perché ridendo finalmente vive e si allena. Sarri e Higuain sono i personaggi del 2015 azzurro, uno scoperto per caso nel lampo di fantasia di un presidente che non sempre sa farsi amare, ma riesce talvolta ad illuminarsi delle sue visioni. L’altro si è convinto che il talento non basta per essere grande, Sarri gli insegna ad investirlo nel sacrificio. Insieme hanno portato il Napoli in alto, dove nessuno osava sperare, dopo un mercato imperfetto e incompleto. Non è finita, perché dopo la sosta se non sarà sprecata si rivedrà il Napoli rigenerato e fresco, magari potenziato da qualche acquisto. Che la squadra sia stanca, è certo. Ma entusiasma la sua capacità di soffrire: è apparsa più forte e autorevole in dieci. Escluso Jorginho, trova nell’inferiorità numerica l’impronta di una maturità acquisita. Sui meriti di Sarri in questa mezza stagione cade solo qualche ombra: preferisce lo svilito Insigne attuale allo straripante Mertens, sono bastati gli ultimi minuti del belga per dimostrare l’errore. Allan va sostituito prima, è allo stremo: travolto da Cigarini. Affidare allo stesso Hamsik tre rigori in quattro giorni perché ne indovini mezzo è un altro sintomo di immobilismo. Lo stratega della rivoluzionenon può divorziare dal fascino delle novità. Cambiare è coraggio, ed il maestro dagli occhiali old style ne ha avuto tanto.

Antonio Corbo-La Repubblica

About the author

Ciro Novellino

Nato a Castellammare di Stabia, il 24 aprile 1984, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dei pubblicisti della Campania e all'Ordine Nazionale dei Giornalisti di Roma. Diplomatosi al Liceo Classico di Castellammare di Stabia ha conseguito la Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali prima e quella Magistrale in Archeologia e Storia dell'Arte poi, presso l'Università degli studi di Napoli 'Federico II'. Esercita la professione di giornalista da diversi anni con collaborazioni legate a Tuttojuvestabia, Calcio Napoletano e IlNapolionline. Prima ancora è stato redattore di CalcioNapoli24, alfredopedulla.com ed è attualmente caporedattore di Vivicentro.it e responsabile della pagina sportiva della SSC Napoli sullo stesso giornale. Grande appassionato di calcio, presenta da diversi anni anche un programma radiofonico, L'Orda Azzurra, su Vivi Radio Web

Add Comment

Click here to post a comment

Categorie

YOUTUBE

Iscriviti al nostro canale

Social

Categorie