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Criscitiello: “Al San Paolo un protagonista inaspettato…”

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I napoletani sono fatti così. Così come? Loro ti danno il cuore e l’anima ma se li tradisci sei morto. A Benitez hanno dato fiducia incondizionata perché aveva un bel faccione con le guanciotte rosse e perché aveva il profilo international. A Bigon hanno dato fiducia perché se su google un napoletano digita “Bigon”, gli esce il tricolore. A Sarri e Giuntoli la fiducia incondizionata non l’hanno concessa e al San Paolo non vanno fin quando non avranno dimostrato di essere da Napoli. A Benitez alla fine l’hanno ripudiato, ora lentamente iniziano ad innamorarsi del progetto azzurro. Meno riflettori ma più punti. Per ora i punti sono ancora pochi ma si vedono sprazzi di bel Napoli. Prima l’Europa League, poi la Lazio e adesso la Juventus. A questo Napoli manca ancora la costanza. Aggiungerei: ci mancherebbe. E’ una squadra che ha cambiato modo di lavorare. Nel senso che adesso lavora prima oziava. Sarri, per quanto mi riguarda, ha già vinto. Ha trovato la posizione ad Insigne e Lorenzo è ispiratissimo. Bisogna aggiustare ancora un pò la difesa e poi il Napoli potrà puntare in alto. Quanto alto? Non lo so, siamo a fine settembre. Sapete chi mi è piaciuto sabato sera? Orsato di Schio. Presuntuoso come pochi, però, ha avuto un metro di direzione all’inglese che a me fa impazzire. Quando i calciatori svengono entrerei nel televisore e li farei alzare tirandoli per la maglietta. Orsato, sin dall’inizio, ha lasciato giocare e non è caduto nelle varie trappole, dell’una o dell’altra squadra. Napoli e Juventus sono andate a mille all’ora e questo lo si deve soprattutto alla direzione di Orsato. Più gare così e meno interruzioni. Ci divertiremmo tutti di più. La Juventus non c’è, inutile girarci attorno. L’anno dopo aver vinto, quasi, tutto fai fatica. A maggior ragione se in quell’estate ti privi di Tevez, Pirlo e Vidal. Giocare con Padoin, Zaza e Dybala non è la stessa cosa. Siamo curiosi di capire perché uno come Dybala sia costato quasi 40 milioni. Attenzione: è un gran calciatore ma per 40 milioni sul mercato c’era ben altro. Ad esempio Allan che a Napoli sta facendo benissimo e alla Juventus un rubapalloni così sarebbe servito tantissimo. Sembra una beffa visto l’asse Torino-Udine. Prendi Isla, Pereyra e Asamoah e poi perdi Allan per 13 milioni di euro? Piccoli, o grandi, errori di valutazione. La Juventus ha meno fame e non è cattiveria della squadra bensì logica conseguenza di un epopea che volge al termine. Non si può vincere sempre. Allegri non fa miracoli. Il miracolo è stato al primo anno confermare quanto fatto da Conte e migliorare la posizione europea. Oggi i bianconeri devono ricostruire. Tevez andava trattenuto, anche se chiedeva un ingaggio leggermente più alto ed è brutto dirlo ma andava “obbligato” con le buone a restare un altro anno alla Juve. Tante partenze eccellenti, meno fame e tanti infortuni sono la logica conseguenza di un flop più grave del previsto. La Vecchia Signora tornerà ma nel frattempo sta perdendo troppo terreno per rientrare in una corsa scudetto lontanissima ma almeno bisogna salvare il salvabile: la qualificazione in Champions. Tempi duri anche per Sinisa. Un po’ come Sarri paga l’incostanza di una squadra ancora troppo fragile e non pronta a grandi livelli. Sarebbe ora che il Milan finisse una partita senza prendere gol; ci accontenteremmo anche di uno 0-0. Casomai non con Carpi e Frosinone. Mihajlovic dovrà lavorare ancora tanto. Già sta facendo tanto per questo Milan che in alcuni ruoli è completamente scoperto e dove è coperto, in attacco, ancora non ha trovato la giusta alternanza tra gli interpreti. Sarà un Milan da Europa League, servirà a poco ma almeno si tornerebbe a respirare aria d’Europa. Comunque è ancora presto per dare giudizi e fare previsioni. Non è presto, invece, per piangere sul Carpi. Meglio la B con dignità che essere lo zimbello della serie A. Dispiace. In più le squadre che realizzano un sogno e non possono condividerlo con la propria città non andrebbero ammesse alla serie A. Un pò come la licenza Uefa. Per partecipare devi avere dei requisiti. Lo stadio deve essere il primo requisito. Male male il Bologna che cade in casa con l’Udinese. Delle due l’una: o Corvino ha sbagliato la costruzione della squadra o Delio Rossi non gira più come una volta. Noi votiamo la seconda. Rossi ha trovato la serie A grazie ad una traversa miracolata. Non avrebbe meritato di vincere i play off. Sembra un allenatore superato e la sua squadra gioca male e non raccoglie. Destro non fa più la differenza neanche nel Bologna e pensare che lo scorso anno a gennaio Galliani gli andava a portare le brioche a casa, al suono della sveglia. Se il Bologna vuole svoltare deve andare da Guidolin ed offrirgli un bel biennale, altrimenti, saranno guai fino alla fine e Saputo non perderà altri mesi prima di fare una rivoluzione completa. Buona settimana…

tmw

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Ciro Novellino

Nato a Castellammare di Stabia, il 24 aprile 1984, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dei pubblicisti della Campania e all'Ordine Nazionale dei Giornalisti di Roma. Diplomatosi al Liceo Classico di Castellammare di Stabia ha conseguito la Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali prima e quella Magistrale in Archeologia e Storia dell'Arte poi, presso l'Università degli studi di Napoli 'Federico II'. Esercita la professione di giornalista da diversi anni con collaborazioni legate a Tuttojuvestabia, Calcio Napoletano e IlNapolionline. Prima ancora è stato redattore di CalcioNapoli24, alfredopedulla.com ed è attualmente caporedattore di Vivicentro.it e responsabile della pagina sportiva della SSC Napoli sullo stesso giornale. Grande appassionato di calcio, presenta da diversi anni anche un programma radiofonico, L'Orda Azzurra, su Vivi Radio Web

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