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Pinzolo, parla Spalletti: “Ce la giocheremo con le big, Totti volete farlo smettere voi. Rinnovo? Non voglio stare comodo”

Sabato si era tenuta la presentazione di Gerson, ieri quella di Alisson, oggi è il turno di Luciano Spalletti: prima conferenza stampa della stagione per il mister giallorosso, alla vigilia della prima amichevole stagionale. Queste le sue parole:

“Mi ero fatto qualche appuntino perché voglio dire delle cose. Ho dato la mano a tutti per inaugurare un viaggio carico di amore e sentimento per coloro che vogliono bene alla Roma”.

Le sensazioni dopo aver allenato i nuovi acquisti ed i giocatori che non erano in rosa lo scorso anno?
Alisson, Iturbe, Paredes, Mario Rui, Gerson, Seck e Ricci, sono qui a darci una mano. In più ci sono i campioncini di Alberto De Rossi, tra cui non vedo fuoriclasse ma possono essere utili per integrare la prima squadra. Alisson mi è sembrato un grande uomo, ha grande fisicità e presenza oltre che grande personalità, mi piace. Lui è venuto e mi ha detto che voleva conoscere il mio pensiero nei suoi confronti proprio oggi dopo pranzo. Io gli ho detto che sono curioso di conoscere con i miei occhi le sue qualità, in particolare la scelta, il saper dosare. Sono  ben predisposto nei suoi confronti perché le cose  più importanti le ha. Conterà quella che è una solidità di continuità. Ci vuole fermezza nella valutazione dei momenti che attraverseremo. Nulla deve scalfire il nostro obiettivo, la voglia di confronto giornaliero. Paredes lo conosco bene perché sono di Empoli, l’ho visto allenarsi e giocare. Gli manca un po’ di velocità, i momenti in cui usare la propria qualità deve impararli. Ha sia qualità di piede che di scelta ma dal punto di vista della copertura degli spazi deve migliorare. Mario Rui nei nostri pensieri può sostituire Digne: ha carattere, disponibilità al sacrificio. Ha però quella fisicità lì che non è il massimo. Seck è uno che si prende le responsabilità, si butta in scivolata ed è uno che ha voluto far parte della squadra e questo è un biglietto da visita importante. Ricci l’ho visionato insieme a Pane e ci ha fatto una buonissima impressione. Gerson ha sicuramente delle doti ma bisogna che si creino le condizioni affinché le metta subito a frutto. Mancano El Shaarawy, Florenzi, De Rossi e Nainggolan, hanno ricevuto un permesso che è d’obbligo quando si fa il calciatore a questi livelli, spero che queste tre settimane gli bastino perché è stata una stagione molto lunga. Verranno con noi in tournée, montano sull’aereo”.

Domani si inizia in campo con la prima amichevole, cosa si aspetta di vedere?
Tutto e niente. Domani sarà la volontà di stare in campo a fare la differenza. Se si riconquista la palla alta si sarà in vantaggio ma qualche volta per scelta li faremo entrare nella nostra metà campo. Cercheremo di non esagerare nel tenere la palla, l’anno scorso è stato questo il nostro marchio da un certo punto in poi. Attraverso il carattere che avremo nelle situazioni di gioco sopperiremo alle differenze. Non deve mai venire a mancare il fatto di allungare la linea difensiva, di stare corti. L’anno scorso lo abbiamo fato benino, non bene. Il lavoro palla coperta-palla scoperta va fatto in modo più preciso. Serve maggiore impatto fisico, i contrasti bisogna cercarli e vincerli. Nel nostro campionato ci sono squadre che con l’impatto fisico fanno la differenza. Qualche giocatore dovrà metterci qualcosa di più nelle qualità che già possiede. Il portare a casa la palla di nessuno sia in fase di possesso che di non possesso è un momento importante. Si vuol vedere tutte queste cose qui.”

Poco fa Pjanic ha avuto belle parole nei confronti della Roma. Quanto è difficile ridurre il gap con la Juventus facendo a meno di lui che è andato in doppia cifra con gol ed assist?
“Mire mi ha chiamato la sera prima di partire per Torino e questo mi ha fatto piacere, ci siamo detti delle cose che rimarranno tra di noi. Se dice che lì si lavora meglio sarà così. Io non ho mai allenato la Juve, tra le grandi squadre ho allenato solo la Roma e so come si lavora alla Roma. Se lo dice lui che ha qualità e sa accorgersi della qualità altrui evidentemente è vero. La Juve è stata brava a portarselo a casa: ha qualità di pensiero, o anticipa il tocco di un metro o lo ritarda perciò devi sempre pensare in maniera oscura per interpretare dove andrà la palla, è una caratteristica che aveva anche Pizarro. Noi dobbiamo trovare una soluzione, qualcuna ce l’abbiamo già in casa, altre le dobbiamo trovare da fuori. L’obiettivo è confrontarsi ad armi pari con la Juve il Milan, l’Inter, il Napoli, il Sassuolo e la Lazio per quello che si è visto lo scorso anno. È chiaro che se si fa una partita a poker dove al tavolo c’è un giocatore che ha vinto tutti i tornei con le ultime mani e possiede molte fiches, con possibilità di gestire la giocata, raddoppiando le puntate, come si fa? Ditemelo voi. Loro sono stati bravi negli ultimi anni. Hanno tante fiches ed un cervello forte.

Juan Jesus quanto può essere utile?
“È un giocatore di prima qualità e noi stiamo cercando questo tipo di giocatori, con la valutazione di quello che in questo momento la società può permettersi. Stiamo lavorando forte per portare il meglio possibile”.

Oltre a Juan Jesus arriverà un altro difensore?
“Ci sono giocatori monitorati da Walter (Sabatini), abbiamo bisogno minimo di due difensori centrali ma anche in un’altra maniera. Se sa anche stare largo è meglio, perché è fondamentale avere giocatori duttili. Ti faccio un esempio: mentre un destro a sinistra ci gioca, un sinistro a destra difficilmente ci gioca. Rudiger ci ha fatto comodo l’anno scorso con la sua duttilità. Ci vuole qualcuno che abbia una caratteristica diversa da Florenzi. Il direttore sta parlando. Se vai a fare una forzatura sul mercato quando non sei convinto e poi passa una situazione migliore? Ci lasciamo un po’ di margine, così siamo più precisi nella scelta che vogliamo fare. La qualità del gioco è un punto che può andare a nostro favore, forse vale addirittura due punti se riesci ad ottenere risultati come hanno fatto spesso questi professionisti nella scorsa stagione. La Juve può prendere chi gli pare, noi vogliamo confrontarci nella maniera corretta tentando di vincere le partite a prescindere dalle differenze. Dobbiamo puntare a fare il massimo, poi al tavolo del poker ci sono avversari con tante fiches, come ho già detto”.

C’è l’ipotesi di un ritorno alla difesa a 3?
“Noi lavoreremo anche sulla difesa a 3 e la squadra dovrà essere pronta a cambiare. Useremo entrambi i moduli, sia difesa a 3 che a 4”.

Il ritorno di Baldini alla Roma?
“È un professionista valido ed esperto, una persona intelligente. Ci parlo spesso perché è un mio amico. So che è molto vicino alla figura del presidente, me lo ha confermato anche lui”.

Tra i giocatori più acclamati di questo ritiro c’è Dzeko, vede miglioramenti in lui?
Posso valutare solo la sua volontà di rimanere alla Roma. L’anno scorso l’ho aiutato moltissimo, più di altri calciatori. Se mantiene questa volontà, per me è lui il centravanti della squadra”.

Arriverà un suo rinnovo contrattuale? Se no, questa può essere un’anomalia?
“Sono un allenatore a scadenza, non ho il rinnovo automatico. Sarà la stagione in corso a dire se questo è il mio ultimo anno qui o il primo. Non voglio stare comodo ma sentirmi acceso. Voglio che i giocatori sappiano che mi gioco la prossima stagione perché voglio rimanere nella Roma. Bisogna lavorare in modo professionale, altrimenti stai fuori. Se non ti piazzi bene dopo aver creato delle aspettative? Per quanto mi riguarda non funziona così, non ho da pararmi il culetto da qualcosa e questo è un segnale giusto per i calciatori. Facile sarebbe fare un contratto lungo e poi lasciarli quando le cose non vanno bene”.

Strootman si sta ritrovando anche dal punto di vista della personalità. Può essere lui il leader?
Di grandi calciatori ce ne vogliono tanti in una squadra forte come la Roma e noi siamo alla ricerca di qualche altro leader. Strootman è uno di questi ma non carichiamolo troppo, perché per quello che ha passato avrà bisogno di giocare senza il carico di responsabilità. Già questa continuità di allenamento gli fa bene. È uno forte, molto forte.

Szczesny e il dualismo con Alisson? El Shaarawy giocherà prima punta?
El Shaarawy prima punta la vedo complicata, bisogna ricevere palla spalle alla porta o di taglio  e l’avversario ti bacchetta da dietro in maniera forte. Lui ha bisogno di spazio per dare sfogo alla sua tecnica e velocità. Gli chiedevo di stare dentro al campo ma nei momenti dove la squadra andava a giocare forte con il terzino alto (Digne lo faceva), Stephan andava alto, dando dei vantaggi alla squadra come è successo a Empoli. Iturbe, invece, potrebbe farlo. Anche a Salah l’ho chiesto ma poi lui con quella faccetta gentile mi chiedeva di andare un po’ più in là. Con la riga della fascia laterale ha solo 180 gradi e non 360 e non ci sa stare. I portieri sono entrambi forti, poi bisognerà vedere. Se sono 2 fortissimi vedremo le reazioni ma è sempre un vantaggio. Per ora abbiamo Lobont e Ali, però ce ne vuole un altro forte, vedremo chi sarà”.

C’è qualcuno nella rosa che possa avvicinarsi alla qualità di Pjanic sui calci di punizione?
“Lui è specialista ma ci sono anche Florenzi, Perotti, El Shaarawy, Totti. Salah ha un buon piede e diventeranno specialisti anche questi altri perché poi ci sarà una corsa a prendersi quelle responsabilità dentro la squadra”.

Strootman può sopperire all’assenza del regista?
“Nainggolan ti salta addosso con la sua fisicità, ti arriva addosso. Pjanic aveva più la qualità dell’ultimo passaggio. Ho Paredes che può farlo o anche De Rossi. Vainqueur è uno tignoso sul recupero dei palloni. Siamo a posto se non arrivano occasioni particolari”.

Ha rilevato un deficit di carattere mentale ieri in allenamento?
“Nell’allenamento di ieri ho detto 10 volte questo va fatto, una solo volta questo non va bene quindi 10 su 1 hanno fatto la cosa giusta”.

Su Totti?
“Totti l’anno scorso ha dimostrato che il modo corretto di gestirlo è quello lì. H a dimostrato poi che poteva essere utilizzato un pochino in più. Non sono d’accordo con chi ha scritto che questo è l’ultimo anno di Totti, non sono io a poter dire quando smetterà. Volete fargli fare il tour dell’ultima partita, dell’ultimo avversario? Vi garba così? Per quanto mi riguarda deve avere ancora la possibilità di giocare, deve poter smettere quando gli pare. È il campionato che lo decide, come per il mio contratto. Se fa quei numeri, nessuna preclusione. Come lui non c’è nessuno. Se può aiutare i risultati della Roma per me va bene. Gli state preparando il tour degli ultimi stadi ed questo è scorretto. Avete cominciato con questa manfrina per distruggerlo psicologicamente e prima mi avete fatto un culo così addossandomi la responsabilità della sua fine. Siete partiti in salita perché lo volete far smettere. A lui non do niente, ma stai sicuro che non gli toglierò niente. E per me non smetterà quest’anno, a stabilirlo sarà il suo comportamento dentro le partite.  Totti deve giocare, se lo merita, anche il prossimo anno”.

Claudia Demenica

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