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Salvatore Di Somma: Sul mio conto parole infamanti! A gennaio se posso darò una mano alla Juve Stabia

Salvatore Di Somma

Pubblichiamo l’intervista realizzata giovedì scorso a Salvatore Di Somma ex D.S. della Juve Stabia e attuale D.S. del Benevento. L’intervista è stata pubblicata sul “match programme” realizzato dalla nostra redazione sportiva e distribuito gratuitamente prima di ogni partita casalinga della Juve Stabia.

Lei a Castellammare, prima di ricoprire il ruolo di Direttore Sportivo, è stato anche allenatore, avendo alle sue dipendenze, seppur per breve tempo, proprio Fontana. Quale è il suo giudizio sul percorso da tecnico dell’attuale allenatore della Juve Stabia? Sicuramente il cammino di Fontana è positivo. La conferma arriva dalla squadra che, salvo le ultime uscite, sta facendo ottime cose. A parlare anche per Fontana è il bel gioco della squadra. Credo che le Vespe possano giocarsi la vittoria di campionato fino in fondo, magari migliorando leggermente qualche aspetto della rosa in fase di mercato.

La seconda esperienza da allenatore fu tribolata, ma arrivò la splendida vittoria con il Napoli e la salvezza all’ultimo istante di Acireale. Esatto, fu un anno complicato, culminato con l’esonero di Vullo. A quel punto D’Arco e Pannone decisero di affidarmi la squadra ed ovviamente io ne fui molto felice. Fu un anno tribolato a livello ambientale ed economico e mai mi sarei potuto sottrarre alla chiamata della Juve Stabia. Non ti nascondo che la salvezza di Acireale, con il gol di Agnelli a tempo scaduto, fu un qualcosa così emozionante che a fine partita piansi dalla gioia. Se fossimo retrocessi, non so se ci sarebbero state le gioie degli anni successivi.

Tornato nel ruolo di Direttore Sportivo, ha vissuto le gioie più belle: la promozione in Serie B, la Coppa Italia di Lega Pro e le stagioni positive in Serie B. Sono stati anni meravigliosi, frutto del lavoro di Giglio, Manniello, Filippi ed anche mio. La soddisfazione, oltre che per i risultati sportivi, è dovuta anche ai tanti attestati di stima ricevuti da tutte le squadre incontrate, soprattutto in Serie B. Abbiamo fatto conoscere la Juve Stabia e Castellammare in tutta Italia; come noi anche la tifoseria stabiese, sempre encomiabile, si è distinta per le sue qualità, risultando tra le più apprezzate in Italia.

Alla guida della sua Juve Stabia c’era Piero Braglia, che dopo gli anni gialloblù non ha raggiunto altre vittorie. Ora primeggia nel Girone A con l’Alessandria. Che rapporto è rimasto con lui? Con Piero prima ancora che un rapporto professionale c’è da anni un’amicizia vera. Il nostro rapporto era quello di due fratelli che spesso e per cose importanti si chiudevano nello spogliatoio per discutere e litigare. Fino a qualche mese fa ci sentivamo spesso e spero che anzi possa tornare a sentirmi frequentemente con lui. Alla Juve Stabia ho vissuto anni splendidi, terminati a causa di un’incomprensione con Franco Manniello. Non nascondo che, dopo il mio allontanamento, sperai a lungo di ricevere una chiamata per rientrare. Dopo qualche mese arrivò poi la chiamata del Benevento. Ripeto, ci fu un incomprensione che tra due caratteri forti come il mio e quello di Franco Manniello può capitare.

Dopo il suo addio arrivò la retrocessione amara in Lega Pro; dall’esterno come l’ha vista? Credo che quella annata sia nata storta e proseguita nello stesso modo. Le ambizioni di Manniello erano altre, tant’è che acquistò calciatori di esperienza e di categoria superiore. Purtroppo furono proprio loro a deludere maggiormente. Sono stagioni maledette in cui non è facile invertire la rotta.

Da ormai tre anni il D.S. è Pasquale Logiudice; lo conosce? Certo che lo conosco; anzi siamo cari amici. Con Pasquale mi sento spesso ed il lavoro svolto a Castellammare la dice lunga sulle sue qualità. Ha sempre allestito organici di rilievo e fatto plusvalenze con i giovani presi a zero. Sta svolgendo un ottimo lavoro e ne sono contento. Ci sentiamo e ci confrontiamo spesso.

Molti a Castellammare dicono che i successi di quella Juve Stabia non sarebbero merito suo. Cosa risponde a queste affermazioni? A Castellammare ne ho sentite di tutti colori. In questi giorni ho letto un articolo in cui vengo etichettato quale “nemico della Juve Stabia” ad opera di qualcuno che non ha nemmeno avuto il coraggio di firmarsi. Sono assolute porcherie: io sono stabiese, ne vado fiero e lo dico ad alta voce! Sono entrato nel calcio a 15 anni con la maglia della Juve Stabia ed amo la Juve Stabia e la città di Castellammare. Sono parole infamanti e sto valutando di tutelare la mia immagine nelle sedi opportune. A parlare per me sono i fatti: quest’estate ho dato Kanoute alla Juve Stabia litigando con almeno 10 Direttori Sportivi di Lega Pro che volevano il calciatore. Se avessi voluto il male della Juve Stabia, avrei girato il calciatore ad un’altra squadra. Stesso discorso vale per il caso Cissè. Il calciatore non è stato trasferito alla Juve Stabia soltanto a causa di problemi fisici che ne stavano compromettendo la preparazione, non certo perché io non abbia voluto chiudere l’operazione.

Questa stagione segna un nuovo corso del settore giovanile gialloblù, affidato alla gestione di De Lucia e di Turi. Cosa ne pensa? A mio avviso è la scelta giusta; investire nei giovani è sempre importanti. Non seguo molto il settore giovanile delle Vespe ma non posso che apprezzare la scelta fatta.

A suo avviso perché le Juve Stabia di Cesarano, D’Arco ecc pur avendo risultati inferiori a quella di Manniello, faceva registrare molti più tifosi? E’ una domanda non semplice. Non credo però che questo ridimensionamento del tifo dipenda da una passione ormai scemata del popolo stabiese. Penso che un ruolo importante lo abbia avuto la crisi economica; prima una intera famiglia si recava allo stadio, oggi invece il denaro si preferisce spenderlo giustamente in altre cose. Purtroppo l’aspetto economico incide su questa situazione.

L’ex Presidente Fiore di recente ha detto che a Castellammare è difficile fare calcio perché tanti stabiesi non amano la Juve Stabia. E’ d’accordo? Sinceramente no. Nella mia lunga esperienza alla Juve Stabia ho potuto constatare in vari modi la passione e l’amore che la tifoseria nutre per la squadra. Da stabiese mi permetto di non essere d’accordo con l’ex Presidente.

Infine che messaggio vuole lasciare ai tifosi stabiesi. Invito i tifosi a sostenere sempre la squadra, come del resto fanno ogni settimana. La Juve Stabia ha un grande Presidente che, nonostante sia stato lasciato solo, continua a investire tanto per riportare le Vespe in Serie B. Un Presidente come Manniello va quindi sempre sostenuto. Dal canto mio continuerò sempre a tifare per la Juve Stabia e non ti nascondo che mi ha fatto molto male leggere certe cose sul mio conto. Accetto le critiche ma affermare che non amo la Juve Stabia o che ne sarei un nemico non lo accetto. Castellammare è la mia città e la Juve Stabia la mia squadra del cuore. Anzi, ti dico che mi piacerebbe tanto rivivere nuovamente con la Juve Stabia le gioie del passato: mai dire mai!

Raffaele Izzo

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