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ESCLUSIVA-Donovan Maury” Un gruppo coeso può sovvertire ogni pronostico.Manniello? Presidente come in pochi”

Donovan Maury
Donovan Maury
L’intervento telefonico dell’ex Juve Stabia, Donovan Maury, al Pungiglione Stabiese
Nel corso della puntata de “Il Pungiglione Stabiese”, programma radiofonico a cura della nostra redazione di ViViRadioWEB abbiamo avuto come ospite telefonico l’ex gialloblè Donovan Maury. Con lui abbiamo fatto un’analisi di questo momento del campionato di Lega Pro e della Juve Stabia in generale.
Ciao Donovan, abbiamo avuto modo di intervistare diversi calciatori della Juve Stabia, che hanno lasciato il segno nell’ultima promozione in serie B, l’ultimo in ordine di tempo è stato Giorgio Corona. Con lui ci siamo intrattenuti sul discorso spogliatoio e abbiamo evidenziato che una squadra se davvero vuole e se è unita, puó ottenere davvero tutto. Giorgio diceva che quando c’erano le difficoltà, lui era sicuro che la vostra squadra anche attraverso i play-off sarebbe approdata in serie B. Qual è invece il tuo pensiero su quel campionato  in particolare, un tuo ricordo: Confermo ciò che ha detto Giorgio perché lo spogliatoio alla fine conta molto. In quell’annata di sicuro non eravamo assolutamente al livello delle altre squadre, però all’interno dello spogliatoio eravamo tutti uniti, ed infatti poi siamo riusciti nell’obiettivo di raggiungere un traguardo importantissimo. È vero che lo spogliatoio gioca tanto, ha influito ovviamente anche la qualità dei calciatori e di tante cose che vengono messe in mezzo. Se uno spogliatoio é davvero forte, può aiutare tanto.
Nello specifico stiamo notando che l’attuale Juve Stabia sta vivendo un momento particolare, soprattutto in questo inizio 2017: Noi evidenziavano proprio con mister Fontana, dopo l’ultima partita che lui ha diretto alla Juve Stabia, stiamo parlando della sconfitta in casa contro la Paganese, che mentre prima del mercato sui Social Network riuscivamo a vedere i calciatori festanti che si riunivano e comunque cenavano e stavano insieme al bar e si facevano vedere comunque sempre sorridenti, ora invece che sono andati via alcuni elementi come Liotti e Del Sante, queste manifestazioni non si vedono più. Secondo te è potuto succedere qualcosa nello spogliatoio, dovuto magari anche al mercato. Cioè le cosiddette “invidie” nei confronti dei nuovi arrivati hanno potuto destabilizzare l’unione dello spogliatoio e del gruppo: A volte ci vuole poco per rompere gli equilibri, se parliamo del secondo anno di serie B quando a Gennaio siamo andati via un po’ tutti, con i vari Danilevicius, Erpen, si disse che si era rotto un po’ qualcosa all’interno di quel gruppo. Sono delle piccolezze e non penso che sia vero, il gruppo era formato da ragazzi comunque intelligenti sia in quell’anno quando siamo andati via noi e sia quest’anno. Ci sono delle piccole cose che poi vanno risolte, non credo che poi possa cambiare qualcosa in uno spogliatoio solo perché un paio di elementi sono andati via.
In questa Juve Stabia secondo un nostro parere, manca un calciatore alla “Maury”, in quanto abbiamo avuto modo di apprezzare nel corso degli anni, soprattutto il tuo modo di fare e di agire. Hai convinto una persona scettica qual’era mister Braglia. In pratica tu eri il classico calciatore che catalizzava un po’ tutte le negatività e cercava di tenere il gruppo unito insieme ai vari Corona, Molinari, Cazzola. Da veterano eri il simbolo e soprattutto conoscevi un po’ l’ambiente. In questo momento alla Juve Stabia può mancare un calciatore dalle tue caratteristiche, visto che i cosiddetti leader carismatici in questo momento sembrano non esserci: Non so se adesso mancano calciatori con determinate individualità, però magari ho vissuto determinate situazioni e tenevo proprio a cuore la causa Juve Stabia per il fatto che avevo un rapporto forte con i presidenti Giglio e Manniello. Ci tenevo alle sorti della Juve Stabia, avvertivo la fiducia, anche inizialmente quando le cose sono andate male e quindi c’era ancora di più dopo quella voglia di riscatto, era diventata così forte e determinante. Un rapporto di fiducia che si sente dentro, a volte è difficile dirlo, ci sono state tante persone preziose in quel gruppo, su tutti, Corona, Molinari che insieme abbiamo creato un gruppo fantastico e soprattutto c’era l’amalgama. Personalmente non conosco nello specifico i ragazzi di quest’anno che giocano nella Juve Stabia. Conosco Ciccio Ripa, una persona eccezionale, un grandissimo calciatore, che però di carattere personalmente non  conosco. Se continueranno a mantenersi su questi livelli e visto che comunque le qualità ci sono in questo gruppo, credo che faranno un bel fine di campionato sperando che anche questa squadra possa raggiungere la promozione in serie B.
Guardando un po’ l’attuale classifica, 13 punti di distacco dalla prima, pensi che il campionato sia tutto chiuso o si può nutrire qualche piccola fiammella considerando che comunque il Foggia adesso ha vinto contro il Lecce: Penso che il primo posto sia andato, credo che devono cercare di posizionarsi nel miglior modo possibile, anche se alla fine non vuol dire niente perché noi nell’anno della promozione abbiamo vinto con la peggiore posizione possibile e alla fine siamo saliti lo stesso attraverso i play-off. Tredici punti penso però che siano tanti per il primo posto.
Avendo vissuto l’ambiente e lo spogliatoio stabiese, credi che questo cambio di allenatore possa aver fatto giovato ai calciatori? Non credo. Alla fine penso che Fontana abbia fatto bene. Il cambio di allenatore forse può comportare problemi nel tempo ad abituarsi ai cambi tattici, però non credo che è possa aver cambiato qualcosa, anzi semmai dovrebbe dare una svolta e far capire che magari non c’è più l’alibi e quindi bisogna chiudere il campionato in positivo.
Prima hai detto che eri molto legato al duo Giglio-Manniello, adesso al timone é rimasto il solo Manniello. In questo momento particolare, cosa vorresti dire al Presidente che comunque a distanza di anni resta un po’ da solo al comando di questa società da diversi anni: Franco è una persona eccezionale, di cuore, l’unico suo difetto è che essendo tifoso, a volte si lascia un po’ trasportare ed è per quello che servono delle persone che fanno da tramite tra i suoi commenti, che, a volte non sono molto “positivi” per un ambiente, visto che sono troppo istintivi e poco ragionati. Conosco benissimo Franco, ha il difetto di far comandare il cuore. Penso che un Presidente così sia uno spettacolo, perché quello che ti dà è quello che ti fa avvertire, non si percepisce altrove. Spero per lui e per tutti i tifosi che possa continuare ancora per molti anni alla guida della Juve Stabia.
Per quanto riguarda il capitolo tifosi, tu che li hai conosciuti e hai avuto modo di apprezzarli per tanti anni, noi sabato abbiamo avuto modo di apprezzare la festa organizzata da loro per i 110 anni del club che ci puoi dire di loro: La Juve Stabia senza i suoi tifosi non sarebbe mai la stessa. La tifoseria stabiese ti dà una carica in più, che altrove in altri piccole piazze dove ho giocato, non riescono a trasmettere. Il popolo stabiese sia nei momenti positivi, che nei momenti negativi ti trasmette fiducia. Adesso mi sento di dire che se seguono questi ragazzi come sono abituati a fare loro, sono convinto e credo ci possa essere un bel finale di campionato.
In chiusura cosa ti porti  con te della tua esperienza con la Juve Stabia. É stato brutto quando sei andato via ma altrettanto bello sapere che hai lasciato Castellammare in maniera molto malinconica. Quali sono i tuoi ricordi e se in futuro a distanza di 10/ 20 anni un  tuo nipote dovesse chiederti un tuo ricordo, tu cosa gli racconteresti? Adesso sto giocando in un club del Lussemburgo, nella mia carriera italiana le uniche cose che ricordo bene sono le presenze con la Juve Stabia. Tanti bei ricordi in quei 5 anni vissuti a Castellammare è successo un po’ di tutto, con una squadra che doveva stravincere e a fine campionato siamo retrocessi, poi quando abbiamo fatto la squadra contestata in serie C/2 siamo riusciti a vincere quel campionato e soprattutto l’anno successivo con la promozione in serie B. In cadetteria poi Pierino Braglia che non mi voleva e tante altre cose.  A distanza di anni sono rimasto molto amico con Adriano Mezavilla, con la maglia della Juve Stabia ho realizzato il primo gol in Serie B a Bergamo contro l’Albinoleffe. Alla fine eravamo un gruppo di amici, prendevamo in giro Pierino che ci rompeva le scatole quotidianamente, però in campo chi giocava dava l’anima, tutti eravamo uniti per il raggiungimento di un obiettivo e per questo quel gruppo ha vinto con nessuno che immaginava tale epilogo. Tra di noi si è creato un forte legame. Adesso con Thomas e Adriano ci vediamo spesso, spesso sento anche gli altri, mi riferisco ai vari Zito, Cazzola, tutti siamo rimasti molti legati. Spero di venire quanto prima a Castellammare per poter vedere la Juve Stabia prima che finisca questo campionato.
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