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Sud - politica

Vozza chiama il Prefetto “Un controllo serio sul voto di domenica. No ai telefonini nel seggio elettorale”

Vozza - Giunta comunale - prima seduta
Il candidato a sindaco della coalizione per Castellammare Salvatore Vozza chiede al Prefetto di Napoli, Maria Gerarda Pantalone, un controllo serio del voto nella città di Castellammare.
“Nessun telefonino entri nei seggi elettorali domenica” è l’ammonimento di Salvatore Vozza. Un allarme sul condizionamento del voto, in alcune zone, che Salvatore Vozza ha già lanciato nei giorni scorsi. Un allarme ripreso anche dal vicepresidente della commissione nazionale antimafia Claudio Fava, giunto a Castellammare, per sostenere la candidatura di Salvatore Vozza. “Ci giungono – dichiara Vozza – voci continue di possibile compravendita dei voti”. Una foto scattata inb cabina sarebbe la prova che il voto è stato dato. “Chiediamo alle forze dell’ordine uno sforzo straordinario affinchè il voto si svolga , nella giornata di domenica, in modo regolare, serio e democratico. Il voto di domenica- conclude Vozza- rappresenta un’occasione unica e da non perdere se veramente si vuole cambiare questa città”.
#Castellammareriparte

NOTE bibliografiche:

Salvatore Vozza (Castellammare di Stabia, 13 gennaio 1953) è un politico italiano, deputato tra il 1992 e il 2001, sindaco di Castellammare di Stabia dal 2005 al 2010.

Biografia
Salvatore Vozza è nato nel 1953 a Castellammare di Stabia, dove è stato Sindaco e nella quale tuttora vive.

Diplomato geometra e impiegato come operaio, fin da giovanissimo si è avvicinato alla politica entrando nelle fila del Partito Comunista Italiano. Nel 1975, a soli 23 anni, è stato eletto consigliere provinciale e poi nominato come Assessore allo Sport e Turismo a Napoli, nella giunta provinciale presieduta dal socialista Giuseppe Iacono, prima esperienza nel dopoguerra dell’ente partenopeo guidato da una coalizione di sinistra. Con il Partito Comunista ha vissuto da protagonista, con la mozione Ingrao, il confronto che animò la discussione sulle trasformazioni che portarono alla svolta della Bolognina e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, di cui è stato segretario provinciale di Napoli e regionale in Campania per alcuni anni, diventando poi componente della direzione nazionale dei DS, dopo essere stato già componente del comitato centrale del PCI.

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