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Sicurezza, Marrone: sì a sospensione patria potestà dei camorristi

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Marrone, presidente Confapi jr: «Spezzare la catena dell’emulazione degli adulti»

NAPOLI – «Ci sono intere generazioni a rischio: la misura della sospensione della patria potestà dei camorristi, ancorché estrema, è l’unica soluzione che può davvero dare risultati».

A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli, commentando la notizia di un minorenne scoperto dai carabinieri mentre consegnava la droga con la sorellina di sette anni.

«Bisogna ovviamente tutelare nella misura massima possibile i minori – ha aggiunto il leader degli imprenditori jr – e non creare loro danni psicologici ed emotivi. Il benessere dei bambini è il primo aspetto di cui tenere conto».

«C’è però da dire che, di fronte a episodi che aumentano giorno dopo giorno di numero e di gravità, non si può assistere inermi – ha continuato –. Interi nuclei familiari, come descritto sapientemente dalle indagini antimafia delle ultime settimane, vivono in situazioni di degrado allucinanti con ragazzini costretti a spacciare o a nascondere lo stupefacente».

«Lo Stato può e deve intervenire con un’azione di repressione e di prevenzione adeguata ma soprattutto può intervenire spezzando la “catena” dell’esempio e dell’emulazione di cui sono vittime i minori che vedono l’illegalità come unico format possibile di esistenza – ha concluso Marrone –. L’esperienze che ho vissuto, organizzando i concerti di Natale nel carcere minorile di Nisida, mi hanno dato la perfetta percezione che non c’è tempo da perdere. Dare ai figli dei camorristi un’altra occasione di vita, lontano da Napoli e dalle loro famiglie, è un tema di cui bisognerebbe iniziare a discutere con serietà».

Napoli, 22 febbraio 2017

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