Sud - cronaca

Renzi a Pompei: “Ammirato da questa bellezza esplosiva, così l’Italia può tornare a essere un faro”. CONCHITA SANNINO*

La visita del premier negli scavi. “Qui non è la storia dei crolli, ma dei restauri”

POMPEI – “No, oggi c’è la bellezza esplosiva di di Pompei, oggi niente primarie né amministrative, su… La Campania che stiamo visitando è questa meraviglia. È Natale e poi mi sa che domani i giornali non escono, no?”.

Scherza Matteo Renzi, stringe mani e rivolge auguri di buon Natale a tutti lasciando cadere le domande non previste, mentre lo incrociamo per i vicoli della ottava Regio, negli Scavi di Pompei accarezzati da un sole tiepido e per una volta, complice la Vigilia che per gli italiani è sinonimo di organizzazione familiare, attraversati quasi esclusivamente da silenziose comitive straniere.

Renzi è atteso sulla pedana allestita tra gli splendidi resti della Basilica, dove lo aspetta un folto parterre istituzionale e politico. Intanto, accompagnato dal ministro Franceschini, dal soprintendente Osanna, dal generale Nistri, oltre che dal governatore De Luca, Renzi – dopo rapida tappa all’auditorium – si è dedicato alla visita dei sei edifici inaugurati oggi , 5 domus ed una ampia e sontuosa bottega. Ammirato dal peristilio della casa del Menandro, attirato dalla cisterna della domus appena riaperta del Criptoportico, incuriosito dalla bellezza degli ambienti dell’antica ‘lavanderia’, la Fullonica di Stephanus, Renzi ha ascoltato la storia di ogni ambiente, condito di qualche curiosità le descrizioni di soprintendente e tecnici, soffermandosi su mosaici ed affreschi.

Per Renzi si tratta di un ritorno a Pompei dopo la visita dello scorso aprile. Che portò, dicono nel suo staff, molta fortuna anche ad Expo.

Alle tredici il premier prende la parola dopo l’intervento del ministro Franceschini. “Essere qui è il modo migliore per augurarvi buon Natale. Perché è l’occasione per dirci che Italia può dire basta ai cantieri incompiuti, che può dispiegare la propria potenza per continuare ad essere ciò che si aspetta il mondo: paese faro, paese di bellezza e patrimonio dell’umanità. É come se Pompei rispondesse oggi anche alla crisi identitaria del nostro tempo. Noi rivendichiamo il senso di una storia e di un dna. Ed è anche molto di più. Pompei non è la storia dei crolli, ma dei restauri. E anche se un restauro ahinoi non avrà mai lo stesso risalto di un crollo, è giusto ricordare e sperimentare”, dice di getto il premier.

Continua: “Non mi sottraggo a quello che c’è da fare in questo territorio. Oggi Enzo De Luca mi ha puntualmente aggiornato su Terra dei fuochi, stanotte gli uffici hanno chiuso le procedure per la gara, e noi questa partita la portiamo a casa. Anche su Bagnoli, stiamo andando avanti, se la Campania si mette a fare quello che può fare, cambia non solo il destino del Mezzogiorno, ma quello del paese. Siamo qui per dire alle italiane e agli italiani accanto agli auguri di un Natale di pace, di sapere stupirsi: invito a saper guardare con occhi nuovi quello che già abbiamo. Ci sono ancora denari da spendere e bisogna come sempre farlo bene. Non un cantiere ha avuto un aumento di spesa. Pompei era tutte le settimane sui giornali. Ora Pompei dimostra che l’Italia può tornare a essere un faro per il mondo”

*larepubblica

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