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Roberto Maroni: “Investire e rottamare, ora tocca al governo, servono due miliardi”. MATTEO PUCCIARELLI*

Il presidente della Regione Lombardia scettico della prima ora sulle città a piedi: “Se si vuole fare sul serio bisogna tirare fuori i soldi. Giusto pensare di rinnovare il parco auto ma i cittadini vanno aiutati”

MILANO. Per godersi bene la vista della cappa di smog sopra la città, basta farsi un giro agli ultimi piani del palazzo vetrato della Regione. Roberto Maroni ha il suo ufficio al 35esimo: visuale perfetta.

Presidente, lei è contrario al blocco delle auto deciso dal sindaco Giuliano Pisapia. Ma dica la verità, Milano senza auto le è piaciuta?
“Ero dalle mie parti a Varese e non l’ho vista. Ma sicuramente immagino abbia avuto un suo fascino, certo. A prescindere dalle condizioni atmosferiche”.

Pisapia è stato molto duro nei confronti di chi ha derubricato come inutile il blocco, quindi anche con lei. Vi siete parlati?
“No ma guardi, non c’è stato nessun battibecco col sindaco. Semmai ad essere stati polemici con lui sono stati i suoi colleghi che ho incontrato ieri (lunedì, ndr) e che non erano stati informati della sua decisione, si sono lamentati che non c’è stato coordinamento. Compreso il presidente dell’Anci lombarda, che è del Pd, Roberto Scanagatti”.

Ma in molti dicono anche che questo coordinamento spettava alla Regione…
“Coordinare che cosa? Come Regione abbiamo già preso delle misure, tutte messe nero su bianco dal Piano per l’aria. E non solo, perché due anni fa abbiamo fatto un accordo con le Regioni del nord e vari ministeri del governo, compresi Ambiente e Salute, che sono caduti nel vuoto. Dopodiché, a parte che è dimostrato quanto i blocchi siano inutili dai dati stessi del Pm10, non ho il potere di fare un’ordinanza contro il traffico. Lo hanno i sindaci”.

Si può anche pensare che senza il blocco della auto il Pm10 sarebbe potuto aumentare ancora di più.
“Mah, può anche darsi, il punto è che non puoi pensare che sia una misura risolutiva. E comunque sia crei un disagio senza un beneficio riscontrabile coi numeri. In alcune città in cui non è stato fatto il blocco, come a Monza, il Pm10 è calato”.

Invece il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo spiegava che il blocco sarà anche inutile, ma un valore culturale ce l’ha.
“Vabbè, sì, ma le polveri sottili cosa se ne fanno del valore culturale? Ripeto, il punto è che i dati cozzano contro ogni buona intenzione. Bisogna incentivare la auto a gas, a metano ed elettriche. Togliere le caldaie a gasolio. Rinnovare il parco del trasporto pubblico, e su questo sia il Comune di Milano che la Regione con Trenord stanno facendo molto. Le misure d’emergenzia sono dei palliativi, c’è poco da aggiungere”.

Senta, il suo predecessore Formigoni dice che contro lo smog si sono persi dieci anni, che cosa risponde?
“Non ha detto proprio questo, ha parlato di un coordinamento che c’era e funzionava; ma il punto è che continua ad esserci. L’anno scorso ha pio- vuto molto, si è sforato pochissimo e quindi ci siamo riuniti solo una volta. Ma le misure prese ci sono da tempo: da ottobre 2016 bloccheremo tutti i diesel euro 3, ad esempio”.

E l’idea sempre di Formigoni di “abolire” del tutto i diesel? È utopia?
“No, ma servono tempo e gli incentivi del governo. Noi chiederemo 200 milioni l’anno per cinque anni. Se arriveranno, saremo la prima regione senza auto inquinanti. Oggi come oggi non posso chiedere a un pensionato di spendere 30mila euro per cambiarsi la macchina”.

Domani (oggi, ndr) che cosa proporrà al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti?
“Ci siamo già parlati. Occorrono incentivi per potenziare il trasporto pubblico locale, soprattutto su ferro, ci servono un miliardo di euro per i prossimi cinque anni. Più quell’altro miliardo per le rottamazioni, sempre su cinque anni. Ha detto di essere d’accordo”.

Con queste emergenze sembra però di arrivare sempre all’ultimo. Scoppia il bubbone, poi passa e tutto resta com’è.
“Non sono d’accordo. Se guarda i dati dell’aria del 2002, o degli anni dopo, e li raffronta con il 2015, vedrà un netto miglioramento. Siamo peggiorati solo rispetto al 2014, che come detto prima fu un anno di grandi pioggie, quindi fortunato. Poi naturalmente arrivano le polemiche politiche e i casi tornano alla ribalta, ma la Lombardia è una regione che ha fatto e continuerà a fare molto”.

A proposito di polemiche, il suo successore alla guida della Lega, Matteo Salvini, ha dato a Pisapia dell'”ignorante”, del “poveretto”. E ha detto che col blocco ha fatto “una cazzata”. Cosa ne pensa?
“Penso che faccio il governatore e non commento. Ognuno può dire quello che vuole”.

Ce lo vede ancora Salvini sindaco di Milano?
“Io sì, certo. Ma lui dice di no, quindi problema risolto”.

*larepubblica

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