Nord - cronaca

Tangenti, terremoto in Regione: arrestato Mantovani, il numero due di Maroni. Indagato anche l’assessore all’Economia

Le accuse: concussione e corruzione aggravata per episodi tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014

Avrebbe dovuto partecipare alla giornata della legalità aprendo i lavori per una serie di incontri organizzati dalla Regione sulla trasparenza nella pubblica amministrazione. Impegno annullato, perché il vicepresidente Mario Mantovani (ed ex assessore alla Salute) è finito in manette. Gravi le accuse formulate in seguito all’indagine del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza: corruzione e concussione per faccende relative alla sanità.

Gli altri due arrestati. Insieme a lui è stato arrestato anche il suo collaboratore Giacomo Di Capua, 34 anni, capo di gabinetto dell’assessorato alla Sanità, e anche un ingegnere del provveditorato alle opere pubbliche per la Lombardia e la Liguria, Angelo Bianchi. Da anni Di Capua è il più fedele collaboratore di Mantovani: ha lavorato con lui al ministero delle Infrastrutture e Trasporti e condotto per conto di Forza Italia le trattative per l’approvazione della Riforma della Sanità. In passato è stato anche coinvolto nella vicenda che vide l’affissione a Milano dei manifesti anti-magistrati con la scritta “Via le Br dalla Procura”. Bianchi, invece, era già stato arrestato nel 2008 per un caso di presunti appalti truccati in Valtellina e successivamente rinviato a giudizio (con altri) nel 2012.

Indagato l’assessore all’Economia Garavaglia. Se confermate, così come sono state formulate dal pm Giovanni Polizzi, le accuse sono molto gravi: abuso di ufficio, turbativa d’asta, corruzione e concussione per appalti nella sanità in Lombardia relativi al periodo tra il 6 giugno 2012 e il 30 giugno 2014. Oltre ai tre arrestati ci sono altri 12 indagati che “hanno concorso a vario titolo nei reati”. Uno di questi è il leghista Massimo Garavaglia (è indagato per turbativa d’asta), assessore all’Economia e braccio destro di Maroni. Questa mattina, mentre Mantovani finiva in carcere, Garavaglia veniva perquisito.

Truccate le gare sul trasporto dei dializzati. Tra le gare finite sotto inchiesta ce ne sono alcune che riguardano il trasporto dei malati dializzati, le case di riposo e l’edilizia scolastica. La tesi degli inquirenti è che Mantovani avrebbe pilotato le gare in cambio di lavori gratis nelle case, sue o dei familiari. L’indagine è nata dalla denuncia di Alfio Leonardi, dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in servizio presso il Provveditorato alle Opere Pubbliche della Lombardia e della Liguria.

Il ruolo di Mantovani nella sanità. Il periodo abbraccia anche un periodo che coincide con quello in cui Mantovani – che è un esponente di spicco di Forza Italia – è stato assessore alla Sanità, ruolo che ha mantenuto fino a un mese fa quando, subito dopo l’approvazione della riforma socio-sanitaria, il suo ruolo è stato assunto dal governatore Maroni. Il motivo della rottura tra i due – stando all’ufficialità – era il fatto che, secondo il governatore, Mantovani non credeva abbastanza nello spirito della riforma del settore centrale di ogni amministrazione regionale.

Collezionista di cariche. Oltre che assessore e vicepresidente della Regione, all’epoca Mantovani era anche senatore, sottosegretario ai Trasporti e sindaco di Arconate e coordinatore regionale di Forza Italia. Ora deve rispondere di accuse gravi come la concussione, la corruzione aggravata e la turbativa d’asta. Secondo i magistrati, Mantovani avrebbe sfruttato queste numerose cariche per pilotare alcune gare d’appalto nel settore sanitario.

Raffica di perquisizioni. Nell’ordinanza emessa dal gip Stefania Pepe e firmata dal procuratore Edmondo Bruno Liberati, si parla anche di perquisizioni e di sequestri di documenti scattati nelle sedi delle province di Milano, Pavia, Varese, Vercelli e Rimini, negli uffici degli indagati in Regione oltre che in nove abitazioni e in 17 enti o società riconducibili.

Il Pd: “Maroni può andare avanti?”. “Bisogna aprire una riflessione su cosa sta accadendo nella maggioranza e se si può andare avanti”: lo ha detto Enrico Brambilla, capogruppo Pd in Regione Lombardia, commentando l’arresto. “E’ opportuna – ha continuato – una tempestiva conferenza dei presidenti dei gruppi e una discussione in aula martedì prossimo”.

La mozione di sfiducia del M5S. “Meglio di così la Lombardia non poteva festeggiare la giornata della trasparenza: il vicepresidente Mantovani è stato arrestato, Maroni andrà a processo e, al momento risulterebbe indagato l’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia, braccio destro del governatore – elenca Dario Violi, capogruppo del M5S in Consiglio regionale – Stiamo predisponendo una mozione di sfiducia nei confronti di Maroni che si deve dimettere immediatamente”.

di SANDRO DE RICCARDIS ed EMILIO RANDACIO

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