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Centri Di 1° 2° e 3° Classe (Lo Piano – Saintred)

centri di accoglienza
In Italia, dal momento in cui si e’ creato il fenomeno migratorio, sono stati realizzati (eufemisticamente parlando), centri di accoglienza di 1°Classe. Con l’intensificazione degli sbarchi di questi ultimi anni, si e’ passati a quelli di seconda e di terza. 
Ai centri d’accoglienza sono state date sigle diverse, secondo lo status dei profughi :
Centri di primo soccorso e accoglienza (Cpsa)
Centri di accoglienza (Cda)
Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara)
Centri di identificazione ed espulsione (Cie).
I cittadini stranieri entrati in modo irregolare in Italia, accolti nei centri Cie ricevono assistenza, vengono identificati e trattenuti in vista dell’espulsione.
Per coloro che dovessero risultare in regola con il loro status di rifugiati, e’ prevista la concessione di un permesso per soggiornare nel nostro Paese. Questo distinguo e’ necessario farlo in tempi brevi, cosi’ finirebbe una volta per tutte la permanenza nei nostri centri di accoglienza di profughi “turisti per sempre”.
Il problema dei profughi sta nella loro gestione, lo Stato Italiano ha speso un’infinita’ di risorse per accogliere e mantenere in maniera dignitosa i migranti; purtroppo una quantita’ imprecisata di queste risorse, e’ stata inglobata quasi interamente dagli affaristi “tenutari” di cooperative responsabili della gestione dei centri.
Basta dare un’occhiata alle decine di inchieste avviate dalle Procure di mezza Italia ad iniziare dal 2011, e per finire ai nostri giorni a quella di Potenza che ha fruttato ai soliti affaristi ben 9 milioni di euro.
Si parla tanto di sprechi, poi ci si lascia abbindolare dalle solite cooperative truffaldine, bisognerebbe che le risorse italiane e della UE, venissero passate ‘al setaccio’ : prima dai Prefetti, poi dall’antimafia per garantirne una maggiore trasparenza. E’ gia’ stato accertato che dei 35 euro assegnati pro capite, ai profughi arrivino solo pochi centesimi.
Altre riflessioni : 
1) Per riaccompagnare i “profughi turisti” a casa, si potrebbero utilizzare gli aerei targati Presidenza della Repubblica, cosi’ si eviterebbero le tante traversate atlantiche fatte da alte personalita’ politiche con famiglie a seguito.
2) Se il problema principale dei profughi e’ quello lavorativo, i Comuni che li ospitano potrebbero provvedere attraverso le casse dello Stato a cercare dei lavori che possano essere di pubblica utilita’, cosi’ si eviterebbero le continue questue ai semafori e le sieste giornaliere nelle piazze italiane.
Dulcis In Fundo :
In Sardegna numerosi pensionati hanno dato ospitalita’ ai profughi nelle loro case, cosi’ con questo “connubio” riescono ad arrivare a fine mese, grazie ai sussidi previsti in questi casi.
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