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“CapitaleMessina pone a l’Assessore Ialacqua alcune semplici domande sulla gestione dei rifiuti”

Lettera a vivicentroMessina, 28-07-2016  In questa shakespeariana “Estate del nostro scontento”, in mezzo a tonnellate di rifiuti, noi di CapitaleMessina, vediamo o probabilmente crediamo di vedere cose che l’amministrazione non vede, e ci sembra ormai fuori tempo massimo la costituzione della “task force” per la soluzione dell’emergenza, che include Sindaco, assessore, dirigenti comunali, commissario di Messinambiente. Manca solo il Mago Silvan per fare sparire i rifiuti.

E’ innegabile che la città paghi innanzitutto le conseguenze di una politica regionale assolutamente dissennata che ha accumulato errori su errori e non ha avuto la capacità di proporre un piano di gestione dei rifiuti efficace, col conseguente indecoroso spettacolo al quale stiamo assistendo.

L’amministrazione comunale, però, aggiunge a ciò una peculiare incapacità a trovare soluzioni pragmatiche a qualsiasi problematica si presenti, rimandando sempre a principi in teoria validissimi, ma inapplicabili nella condizione di strutturale depressione nella quale versa la città, col risultato che da noi l’emergenza rifiuti è quasi sempre la regola ed a prescindere dalla crisi di questi giorni la città è sempre più sporca.

Ed è sulla gestione “ordinaria” dello smaltimento dei rifiuti che vorremmo porre alcune semplici domande all’assessore al ramo Ialacqua, sperando di non urtare la sua “precaria” suscettibilità:

Se a novembre, secondo i programmi dell’assessorato, si dovesse riuscire a raggiungere la soglia del 45% di raccolta differenziata, è Lei consapevole che il restante 55% pari a circa 66.700 tonnellate andrà comunque in discarica, in eredità  i nostri figli?

Lei parla di una raccolta di organico in città pari a circa il 42%, differente dalla media del 25% che viene generalmente attribuita alla specifica frazione. Il dato com’è calcolato? E’ per caso derivato dal risultato di un’esperienza locale (in uno o più quartieri), in una specifica stagione dell’anno?

La città risulta assolutamente sporca. Al di là dei cassonetti stracolmi è evidente che in molte zone non passa uno “spazzino” con ramazza e paletta da anni. E’ possibile conoscere la reale dotazione di personale e di mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti, alla pulizia delle strade e alla gestione del verde pubblico? E se tali risorse sono superiori o inferiori rispetto a quelle di città comparabili alla nostra per numero di abitanti e superficie.

A prima vista, sembra che in città i cassonetti siano pochi e mal distribuiti.

Sarebbe possibile sapere quanti cassonetti effettivamente ci sono in città, magari divisi per tipologie, se ce ne sono di diverse?

Dalle esperienze di raccolta differenziata comunicate trionfalmente dal duo Ciacci&Rossi è stato ricavato un utile reale? In definitiva potrebbe Lei dirci quanto è stato ricavato dalla vendita delle diverse frazioni di rifiuti raccolti nelle precedenti  esperienze di raccolta differenziata? Quanto costa all’amministrazione il compostaggio compreso di trasporto? Dove viene trasportato l’organico?

Aspettiamo le risposte ai quesiti da noi formulati, fiduciosi del fatto che questa Amministrazione in coerenza con i principi che la ispira non voglia negare ai cittadini il diritto alla informazione consapevole ed alla trasparenza.

“Documento a cura del prof. Giovanni Randazzo”

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