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Etna: lo scioglimento della neve ha provocato esplosione freatica a 2700 metri

Etna, eruzione 15 marzo 2017
INGV: Etna, attività eruttiva al Nuovo Cratere di Sud-Est, 15 marzo 2017

E’ stato il contatto tra la lava incandescente della colata dell’ Etna e la neve presente ad alta quota a provocare l'”esplosione freatica” a quota 2.700 metri del vulcano.  Il fenomeno, conosciuto dagli esperti dell’Ingv di Catania, è avvenuto sul fronte della colata lavica, sul Belvedere dell’Etna, in territorio di Nicolosi. L’esplosione freatica si verifica quando il magma riscalda terra provocando l’evaporazione quasi istantanea dell’acqua, con conseguente esplosione di vapore, acqua, cenere, roccia. A spiegarlo è il vulcanologo Stefano Branca dell’Ingv di Catania: l’esplosione “è stata causata dal rapido scioglimento della neve”.

Una decina di feriti, tra questi anche un vulcanologo dell’Ingv
Dieci persone sono rimaste ferite dall’esplosione. Sono stati colpiti da materiale lavico, ma nessuno sarebbe in gravi condizioni. Tra questi un vulcanologo dell’Ingv. Il ricercatore “ha riportato solo lievi escoriazioni dovute alla caduta di pietre conseguente all’esplosione”. E quanto ha detto all’ANSA il vulcanologo Marco Neri dell’Ingv. “Sull’Etna attualmente ci sono diversi nostri colleghi impegnati in osservazioni e visure. Queste purtroppo sono cose che possono anche succedere”. “Il fronte della colata lavica – spiega ancora – si deve osservare da vicino soprattutto quando scende più in basso, per tenere informata la protezione civile, che se lo ritiene opportuno, può fermare il flusso turistico. Adesso al colata ha raggiunto quota 2700 e poco più sotto, a quota 2500, c’è la funivia”.

ansa

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