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Bufera sulla Raggi, sindaco di Roma: blitz in Campidoglio

Blitz in Campidoglio, indagine sulle nomine

A Roma arrivano gli investigatori in Campidoglio per acquisire documenti sulle nomine della Raggi.

Blitz in Campidoglio, indagine sulle nomine

La polizia acquisisce gli atti sulla scelta di Romeo e Raineri

ROMA – Nessuna sirena, due macchine, e abiti borghesi. Gli agenti del reparto specializzato della Polizia di Stato per i reati contro la pubblica amministrazione si sono presentati nella tarda serata del 14 dicembre in Campidoglio. Guidati dal vicequestore Maurizia Quattrone hanno acquisito atti e documenti relativi alle nomine di alcuni dirigenti dell’amministrazione di Virginia Raggi. Il blitz degli investigatori è legato all’inchiesta della Procura di Roma che vuole vederci chiaro sugli incarichi conferiti dalla sindaca al magistrato Carla Romana Raineri, ex capo di gabinetto, e a Salvatore Romeo, capo della segreteria politica della sindaca. Al momento il fascicolo, aperto dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio, è un modello 45, cioè contro ignoti e senza ipotesi di reato. Non vi sono dunque indagati, almeno per ora. Ma non è escluso che nelle prossime ore la sindaca possa essere risucchiata al centro delle indagini.

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L’ipotesi di reato che potrebbe esserle contestata è quella di abuso d’ufficio, perché le nomine effettuate, secondo gli inquirenti, nasconderebbero delle «corsie preferenziali» illegali per favorire un candidato a danno di altri. I pm hanno iniziato a studiare i dossier sulle nomine già nel tardo pomeriggio di ieri ed è possibile che a breve siano convocate a Piazzale Clodio le prime persone «informate sui fatti».

Le acquisizioni di due giorni fa sono state disposte dopo l’esposto presentato lo scorso primo settembre dall’ex capo di gabinetto Carla Romana Raineri a seguito delle segnalazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone. Ma la radice è precedente. Tutto era infatti partito da una denuncia di Fratelli d’Italia presentata il 23 agosto scorso, nella quale si ipotizzava appunto il reato di abuso d’ufficio a carico della sindaca Raggi anche per i compensi superiori agli standard che erano stati assegnati alla Raineri, ingaggiata servendosi dell’articolo 110 del Tuel che non obbliga a verificare se all’interno dell’Amministrazione qualcuno abbia i requisiti richiesti né a bandire un avviso pubblico. E a Salvatore Romeo, il funzionario che dopo la vittoria dei 5Stelle alle amministrative si è messo in aspettativa dal Campidoglio per essere poi riassunto dallo stesso ente al triplo dello stipendio: ben 120 mila euro.

In mattinata alcune fonti di stampa avevano parlato di perquisizione in Campidoglio mentre la visita della Polizia di Stato non aveva questa valenza. «Quanto riportato oggi da tutti i media su Virginia Raggi è falso. Contrariamente a quanto riportato dai giornali e dalle tv non c’è stata nessuna perquisizione in Campidoglio», ha voluto precisare Beppe Grillo sul suo blog. «Si è trattato – ha chiarito il comico – di una semplice acquisizione di atti».

Stessi toni polemici in un tweet della sindaca Raggi. «Questa richiesta della Procura – ha sottolineato la prima cittadina – è un atto dovuto. Ho messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità». Ma, ha concluso la sindaca attaccando per una volta la Raineri, «è interessante notare come l’unica persona che sia stata nominata con una procedura irregolare stia levando gli scudi. E’ suo diritto farlo, che lo faccia e vada avanti. Noi collaboreremo al massimo con la Procura per fornire tutti i chiarimenti».

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