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Il Punto – 12 aprile

                                                           Il Punto 12 aprile

 Il Punto 12 aprile –  Analisi, approfondimento e commento di Cronaca, Poitica ed Economia della settimana a cura degli esperti de lavoce.info

Deficit pubblico giù al 2,3 per cento nel 2016 e all’1,8 nel 2017, verso il pareggio del 2019. Con una politica fiscale moderatamente espansiva. Gli impegni del governo scritti nel Def (Documento di economia e finanza) sono però una scommessa rischiosa. Che Renzi vince solo se il Pil (inclusivo dell’inflazione) sale più del 2 per cento e se lo spread Btp-Bund rimane non lontano da quota 100 punti.
Gli 80 euro di bonus sulle pensioni minime che Renzi ha in mente costerebbero da 2 miliardi in su. Se servono contro la povertà, dovrebbero essere permanenti e non una tantum. Se invece sono un altro tentativo di far ripartire i consumi, sarebbe più efficace restringerli alle giovani coppie escluse dal credito.
I Panama papers ci mostrano che i paradisi fiscali, a dispetto delle liste nere e degli accordi internazionali, sono sempre in piena attività. Forzieri di ricchi evasori, usati da grandi imprese, primo anello di catene di hedge fund e fondi di private equity. Combattuti, ma solo a metà, dai paesi “normali”.
Torniamo sul referendum no-triv di domenica prossima. Ora vediamo, se vince il fronte referendario, i possibili effetti su industria, occupazione, gettito fiscale e tutela dell’ambiente. Anche su questi temi la campagna per il voto ha alimentato un gran polverone demagogico che non aiuta a capire.
Mentre l’unione bancaria dell’Eurozona continua fare passi avanti (e qualcuno indietro), sono tutte da creare le condizioni per un’unione dei mercati dei capitali che la completi. Arrivando a una più completa integrazione del settore finanziario privato, necessaria per la condivisione dei rischi.
“Maneggiare con cautela”: bisognerebbe scriverlo sulle statistiche mensili sull’occupazione. Perché la visione di cortissimo periodo può risultare fuorviante. Soprattutto se si parla di una variazione inferiore a 30 mila occupati in più o in meno.

Alberto Martini e Barbara Romano commentano l’articolo di Tiziano Vecchiato “Nella lotta alla povertà un ruolo per le fondazioni bancarie

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  • Def: la scommessa di Renzi
    12.04.16
    Francesco Daveri
    Il Def 2016 conferma la strategia del governo di una discesa graduale del deficit effettivo e del rapporto debito pubblico-Pil, pur con una politica fiscale moderatamente espansiva. È una scommessa che si basa su previsioni ottimistiche di crescita del Pil. Condizioni per ottenere la flessibilità.

  • Pensioni, tre piccioni con 80 euro di bonus
    12.04.16
    Agar Brugiavini, Elena Buia, Danilo Cavapozzi e Giacomo Pasini
    Quanto costerebbe il bonus di 80 euro ai pensionati al minimo? Dipende dalle regole di accesso alla misura, ma in ogni caso si tratta di una spesa consistente. E forse quei soldi si potrebbero spendere meglio. Rischio povertà delle giovani famiglie e revisione organica del sistema pensionistico.
  • Il paradiso perduto dei Panama papers
    12.04.16
    Tommaso Di Tanno
    I paradisi fiscali esistono perché l’industria finanziaria si basa sull’individuazione di prodotti competitivi da offrire al mercato. E alcuni privati cittadini cercano discrezione nella gestione delle proprie ricchezze, spesso per nasconderle al fisco. Situazioni che richiedono risposte diverse.
  • Il futuro degli idrocarburi in Italia. Con e senza trivelle
    12.04.16
    Marzio Galeotti e Alessandro Lanza
    Ultimo di una serie di tre articoli sul referendum no-triv (vedi 1 e 2). Nel confronto pubblico si sovrappongono diversi argomenti, spesso estranei al quesito. Ma se di futuro energetico e ambientale dell’Italia dobbiamo parlare, allora dobbiamo rifarci agli impegni presi nell’ambito di Cop21 e a quelli condivisi con l’Ue.
  • Verso un mercato comune dei capitali
    12.04.16
    Diego Valiante
    La convergenza dei prezzi delle attività finanziarie senza condivisione del rischio non è vera integrazione finanziaria. E nell’Eurozona la dispersione del rischio tramite i mercati dei capitali è scarsa. L’incapacità di assorbire shock permanenti del Pil dovuti a una grave crisi finanziaria. 
  • Dati mensili sull’occupazione: maneggiare con cautela
    12.04.16
    Mariano Bella, Giovanni Graziano e Livia Patrignani

    I dati mensili sull’occupazione sono soggetti a continue revisioni. Solo variazioni congiunturali superiori a circa 30mila unità si mantengono stabili nel tempo. Al di sotto della soglia, occorre essere cauti nel trarre conclusioni su aumenti o diminuzioni degli occupati. I primi due mesi del 2016.

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