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TEATRO SOCIALE (BS). LA DODICESIMA NOTTE di William Shakespeare

LA DODICESIMA NOTTE
LA DODICESIMA NOTTE
LA DODICESIMA NOTTE

TEATRO SOCIALE

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Da mercoledì 30 a sabato 2 aprile 2016 (ore 20.30)

Domenica 3 aprile 2016 (ore 15.30)

Marche Teatro in coproduzione con Teatro Franco Parenti

presenta

LA DODICESIMA NOTTE

di William Shakespeare

traduzione di Patrizia Cavalli

regia Carlo Cecchi

musiche di scena Nicola Piovani

scena Sergio Tramonti – costumi Nanà Cecchi – disegno luci Paolo Manti

con

Carlo Cecchi

Daniela Piperno, Vincenzo Ferrera, Eugenia Costantini, Dario Iubatti, Barbara Ronchi, Remo Stella,

Loris Fabiani, Federico Brugnone, Davide Giordano, Rino Marino, Giuliano Scarpinato

Musicisti : Luigi Lombardi d’Aquino / Sergio Colicchio tastiere e direzione musicale

Alessandro Pirchio /Alessio Mancini flauti e chitarra

Daniele D’Ubaldo strumenti e percussione

Durata dello spettacolo: 2 h. (più intervallo)

Da mercoledì 30 marzo a sabato 2 aprile 2016 alle ore 20.30 e domenica 3 aprile 2016 alle ore 15.30 al teatro Sociale di Brescia sarà in scena la commedia LA DODICESIMA NOTTE, di William Shakespeare, traduzione di Patrizia Cavalli, per la regia di Carlo Cecchi, prodotta da Marche Teatro in coproduzione con il Teatro Franco Parenti.

LA DODICESIMA NOTTE
LA DODICESIMA NOTTE

Carlo Cecchi torna a Shakespeare per misurarsi con La dodicesima notte, una commedia corale, fondata sugli scambi di identità e di genere e sugli equivoci. Questo testo shakespeariano permette, ancora una volta a Cecchi, regista e interprete nelle vesti di Malvolio, di orchestrare un gioco attoriale straordinario, lavorando sulla stilizzazione e sull’essenza dei personaggi, attraverso quella maestria che ha fatto di lui il più moderno tra i grandi interpreti e registi del teatro italiano.

Le musiche della Dodicesima notte sono state composte appositamente da Nicola Piovani, eseguite dal vivo da Luigi Lombardi d’Aquino/Sergio Colicchio (tastiere e direzione musicale), Daniele D’Ubaldo (strumenti a percussione), Alessandro Pirchio/Alessio Mancini (flauti e chitarra). Le scene sono di Sergio Tramonti, i costumi di Nanà Cecchi, il disegno luci di Paolo Manti.

Vendita biglietti:

TEATRO SOCIALE

I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del Teatro Sociale in orario della stessa.

Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia

Biglietteria tel. 030 2808600 [email protected]

SEDE PIAZZA LOGGIA

È possibile acquistare i biglietti per gli spettacoli di tutta la stagione al nuovo punto vendita nella sede del CTB in Piazza Loggia, 6 – dal martedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 (esclusi i sabato e festivi) Tel. 030 2928609

ON-LINE in tutti i punti vendita del circuito Vivaticket.it

LIBRERIA SERRA TARANTOLA

Via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia · Tel. 030290171

Orari: 9.15 – 12.15 /15.30 – 19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

Prezzo dei biglietti singoli:

Platea Intero € 26,00 – Ridotto gruppi 23,00 – Ridotto speciale 18,00

Galleria centrale Intero € 18,00 – Ridotto gruppi 16,00 – Ridotto speciale € 13,00

Galleria laterale Intero € 12,00 – Ridotto Gruppi € 11,00 – Ridotto speciale € 10,00

INFO: CTB Centro Teatrale Bresciano

Piazza della Loggia, 6 – 25121 Brescia – tel. 030 2928611/617 – fax 030 2928619

(dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 17.30)

e-mail: [email protected]

ctbteatrostabile.it

Note di regia

Illiria. Il Duca e la Contessa hanno due tenaci fissazioni: il Duca si è fissato sulla Contessa perché lei non ne vuole sapere; la Contessa si è fissata sul fratello morto, al quale vuole restare fedele per sette anni. Con questi due begli esemplari di nevrosi narcisistica, tutto resterebbe nell’immobilità e addio commedia.

Ma il Destino – e Shakespeare – fanno scoppiare una tempesta: una nave fa naufragio, dal quale si salva una ragazzetta di nome Viola. Nel naufragio ha perduto un fratello. La ragazzetta si trova sperduta in Illiria; ma è piena di risorse (vecchiotte, a dir la verità: Plauto, gli Italiani, già Shakespeare in commedie precedenti) e decide di travestirsi da ragazzo e di diventare il paggio del Duca.

Il Duca lo prende in grande simpatia (il paggio-ragazza si innamora tambur battente di lui) e decide di farlo diventare il suo messaggero d’amore con la Contessa.

La Contessa si innamora subito del paggio e le cose si metterebbero male perché il paggio è una femmina e al tempo di Shakespeare i matrimoni gay, o almeno i pacs, non erano previsti. Ma il Destino e Shakespeare hanno risparmiato il fratello del paggio-ragazza, il quale, essendo suo gemello, è tale e quale alla sorella-fratello.

Così questo fratello scampato al naufragio e inseguito anche lui da un innamorato, si sistema volentieri con la Contessa, che lo prende per il paggio-ragazza di cui si era invaghita.

Si sposano presto presto. Il Duca esplode di gelosia, ma poi chiarito l’equivoco si calma e si prende il paggio-ragazza come futura sposa.

Questo è il plot principale. Ma ce n’è un altro, forse più importante. È un plot comico e si svolge alla corte della Contessa: lo zio ubriacone e l’astuta dama di compagnia; un maggiordomo e un cretino di campagna che spasimano ambedue per la Contessa e,  non poteva mancare, il fool.

Malgrado la sua funzione comica, questo plot ha uno svolgimento più amaro: la follia che percorre la commedia, come in un carnevale dove tutti sono trascinati in un ballo volteggiante, trova il suo capro espiatorio nel più folle dei personaggi: il maggiordomo, un attore comico che aspirava a recitare una parte nobile, quella del Conte Consorte.

L’amore è il tema della commedia; la musica, che come dice il Duca nei primi versi “è il cibo dell’amore” ha una funzione determinante. Non come commento ma come azione.

La scena reinventerà un espace de jeu che permetta, senza nessuna pretesa realistica o illustrativa, il susseguirsi rapido e leggero di questa strana malinconica commedia, perfetta fino al punto di permettersi a volte di rasentare la farsa.

Carlo Cecchi

Carlo Cecchi

Dopo aver frequentato, all’inizio degli anni Sessanta, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica come allievo attore, dal 1968, anno di fondazione del suo proprio teatro, ha diretto molti spettacoli e recitato molti ruoli. Si ricordano qui: Il borghese gentiluomo e Il misantropo di Molière (con le traduzioni di Cesare Garboli), Woyzek e Leonce e Lena di Büchner, Il bagno di Majakovski, L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello, Il compleanno di Pinter, Finale di partita di Beckett e molte volte Shakespeare, fra cui una trilogia: Amleto, Sogno di una notte d’estate, Misura per misura. Con il Teatro Stabile delle Marche (oggi MARCHE TEATRO teatro di rilevante interesse culturale), di cui è artista di riferimento dal 2003, ha in repertorio: Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, Tartufo di Molière, Claus Peymann compra un paio di pantaloni e viene e mangiare con me di Thomas Bernhard / Sik Sik l’artefice magico di Eduardo De Filippo e Sogno di una notte d’estate di William Shakespeare, il dittico Troppo sbronzo da dire ti amo? di Caryl Churchill e Prodotto di Mark Ravenhill. In tutti questi spettacoli Cecchi è protagonista e regista. Come attore ha interpretato nel 2013 La serata a Colono di Elsa Morante diretto da Mario Martone prodotto dalla Fondazione Teatro Stabile di Torino, Marche Teatro e Teatro di Roma e per questo è stato premiato con l’UBU come miglior attore protagonista.

 

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