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Kepler scopre altri 104 pianeti: 4 sarebbero in una fascia abitabile

Kepler

La scoperta è avvenuta nell’ambito della missione ‘speciale’ del telescopio Kepler, chiamata K2. I 104 pianeti sono quelli che hanno superato l’esame e che sono stati quindi confermati come tali, rispetto ai 197 individuati inizialmente. I 4 pianeti rocciosi sono dal 20% al 50% più grandi della Terra e orbitano intorno alla stella K2-72, distante 181 anni luce, più piccola e meno brillante del nostro Sole. “La missione K2 è specializzata nell’andare a cercare le stelle più vicine e brillanti, che ospitano diversi tipi di pianeti”, ha osservato il coordinatore della ricerca, Ian Crossfield, dell’Università dell’Arizona a Tucson e fa parte della nuova vita del telescopio spaziale Kepler, dato per spacciato nell’estate 2013 ma rimesso a nuovo nel 2014. Grazie ad essa la caccia ai mondi alieni è più raffinata.

MATTEO MARINI così scrive sul teme nel suo articolo su Repubblica di oggi:

Scoperti 104 pianeti ‘vicini di casa’, quattro sono rocciosi.

Due di questi nuovi mondi confermati sono poco più grandi della Terra e sarebbero nella fascia di abitabilità

La lista si allunga, ce ne sono altri 104, tanti sono i nuovi pianeti extrasolari confermati, che vanno ad aggiungersi agli altri 1.284 individuati da Kepler, un ”segugio” degli esopianeti, in quella che può essere considerata una specie di sua “seconda vita”. Ma c’è di più, quattro di questi ‘nuovi mondi’ potrebbero essere rocciosi e due di questi, addirittura, potrebbero essere simili alla Terra.

Si tratta, va detto, di stime basate unicamente sulla posizione e la massa. Sia la composizione che la possibile presenza, per esempio, di acqua allo stato liquido, è ancora tutta da confermare e per farlo serviranno probabilmente anni. Le uniche cose che sappiamo è che questi due pianeti sono un po’ più massicci del nostro, il 20% e il 50% in più della Terra, e orbitano la propria stella (K2-72) in quella che è definita come ‘fascia abitabile’, la Goldilocks zone, a circa 181 anni luce da noi.

La loro orbita è strettissima, più di quella di Mercurio. La stella madre però è molto più piccola e fredda del nostro Sole, una nana rossa, il tipo più comune nella nostra galassia, per questo “la possibilità che la vita possa nascere su un pianeta attorno a una stella di questo tipo non può essere esclusa” secondo Ian Crossfield, primo autore dello studio pubblicato sull’Astrophysical Journal .

I risultati riportati dal telescopio Nasa continuano a sorprendere soprattutto dopo che, nel 2013, un guasto a uno dei giroscopi ne ha compromesso la capacità di orientamento. Rimasto ”zoppo”, in qualche modo è stato sistemato nel 2014 dai tecnici dell’Agenzia spaziale che gli hanno dato così una seconda chance. Che sta sfruttando benissimo.

Le zone di cielo coperte da Kepler, che proprio dal 2014 si chiama K2, ribattezzato dopo la ripresa della missione, presentavano 197 nuovi possibili pianeti. Le osservazioni da terra grazie al North Gemini telescope e al W. M. Keck Observatory delle Hawaii, l’Automated Planet Finder dell’Università della California e infine il Large Binocular Telescope dell’University of Arizona hanno permesso di confermarne 104, tutti ‘vicini di casa’. Il conto sale quindi a oltre 2.400 esopianeti scoperti da Kepler e K2 osservando la variazione di luminosità delle stelle, possibile indizio del transito da parte di un pianeta. Nessuno ha mai fatto meglio. E K2, dato per spacciato tre anni fa, continua a sorprendere.

vivicentro.it/salute e scienze  –  repubblica / Scoperti 104 pianeti ‘vicini di casa’, quattro sono rocciosi MATTEO MARINI

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