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Sabelli: “Norme pericolose a rischio anche le indagini di mafia”. LIANA MILELLA*

Sabelli “Norme pericolose a rischio anche le indagini di mafia”.
Rodolfo Sabelli (lapresse)
Da 48 ore il presidente dell’Anm è in allarme. E a Repubblica rivela che, a suo giudizio, fra le norme più pericolose del ddl c’è quella che costringe il pm a chiudere l’inchiesta in soli tre mesi.

ROMA – “Altro che intercettazioni, qui sono a rischio tutte le grandi indagini per terrorismo, mafia, corruzione. Per essere più chiari un’inchiesta come Mafia capitale, con questa norma qui, non sarebbe stata possibile”. Da 48 ore il presidente dell’Anm Rodolfo Maria Sabelli è in allarme. E a Repubblica rivela che, a suo giudizio, fra le norme più pericolose del ddl c’è quella che costringe il pm a chiudere l’inchiesta in soli tre mesi.

Va bene, parliamo di questa faccenda, anche se i giornalisti sono preoccupati per la norma Pagano. Cosa la allarma?
“È molto semplice.Oggi il pm ha fino a 2 anni di tempo per investigare, ma poi non ha un termine altrettanto rigido per attendere le informative di polizia, studiare gli atti e fare le eventuali richieste cautelari. Invece questa norma lo costringe a chiedere in modo tassativo il rinvio a giudizio o l’archiviazione entro 3 mesi dalla fine delle indagini, pena l’avocazione del procedimento”.

Tre mesi non sono sufficienti?
“Altro che tre mesi… In indagini complesse come quelle di mafia, terrorismo e corruzione, solo ascoltare migliaia di intercettazioni, scrivere informative di polizia e le eventuali richieste di misure cautelari, per migliaia di pagine, richiede parecchi mesi. Ipotizzarne solo tre significa amputare le indagini”.

Certo che c’è una bella contraddizione tra la propaganda contro la corruzione del governo e questa norma qui …
“Non ho finito perché a quella norma, che nessun pm potrà rispettare, si aggiunge il continuo aumento delle ipotesi di responsabilità civile e disciplinare dei magistrati e la moltiplicazione di notifiche, avvisi e adempimenti di ogni genere con inesorabile ritardo per le inchieste “.

Perché polemizza con un governo che aumenta le pene per i reati di strada?
“Manzoni avrebbe detto:”È la solita grida, tanto severa quanto inutile”, se poi il processo non è efficiente “.

Giusto come la norma che potrebbe far rischiare 4 anni di carcere a un giornalista che registra un colloquio. Lei che giudizio dà?
“Qui si sta facendo una grande confusione. Intanto quella norma non c’entra con le intercettazioni. Sia chiaro: non difendo chi danneggia gli altri con la diffusione di registrazioni fraudolente, anche se mi chiedo se sia proprio una norma necessaria visto che nel codice ci sono già due articoli per punire condotte di questo tipo. Mi riferisco alla diffamazione e all’interferenza illecita nella vita privata”.

Ma Ncd vuole fermare le registrazioni fraudolente, magari quelle di un giornalista intraprendente….
“Il punto fondamentale è che il diritto all’informazione va assolutamente salvaguardato. Quindi le strade possibili sono due: prevedere un’aggravante nella diffamazione per chi offende utilizzando registrazioni fraudolente. Oppure dire espressamente che l’attività del giornalista è esclusa, secondo la nota giurisprudenza in tema di rapporto tra reato di diffamazione e diritto di cronaca e di critica”.

*larepubblica

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