Politica

Riforme, scontro sul calendario dei lavori. Sel: “Mercimonio di voti”. Lega: “Ricatti della maggioranza”

Senato

Il nuovo voto sul ddl Boschi al Senato è previsto per il 20 gennaio. Questo farà slittare il rinnovo delle presidenze delle commissioni di Palazzo Madama. Dure le proteste delle opposizioni.

ROMA – È scontro al Senato per la calendarizzazione del voto sulle riforme costituzionali. La conferenza dei capigruppo, infatti, ha fissato per il 19 gennaio l’approdo in Aula del ddl Boschi per la discussione generale, con votazione finale prevista per il giorno successivo (il 20). Questo ha fatto slittare al 21 gennaio il rinnovo delle presidenze delle commissioni di Palazzo Madama.

Durissima la protesta di Sel: “Hanno spostato il rinnovo delle commissioni per acquisire i 161 voti necessari sulle riforme – accusa la presidente dei senatori Sel Loredana De Petris – strozzando così i tempi  e commettendo una forzatura enorme. Non hanno voluto evitare l’ombra pesante del mercimonio dei voti sulle riforme. È molto grave, e questo io lo chiamo voto di scambio”.

Anche della Lega Nord punta il dito contro la maggioranza. ll senatore Roberto Calderoli ha detto di sentirsi “raggirato con l’inganno”, e tutto solo “per assicurarsi di avere i 161 voti necessari sulle riforme”. Con “rammarico” Calderoli aggiunge che “avremmo avuto tutto il tempo per affrontare tranquillamente, discutere e approfondire” l’esame delle riforme “e vivaddio parlare”, invece con la decisione sul calendario preso dalla capigruppo, che comprime i tempi, “questo è il ‘silenziamento’ non è il Parlamento”. Insomma, per il vicepresidente del Senato “ormai è dimostrato che con questi ricatti, prima quello delle presidenze delle commissioni, poi ci saranno le caselle del governo, la maggioranza non esiste più ma va avanti solo con lo scambio di poltrone”.

Al coro di proteste delle opposizioni si uniscono anche i 5 Stelle che replicano l’accusa, rivolta alla maggioranza, di mettere in atto uno ‘scambio’ tra i voti per licenziare il ddl riforme e le presidenze delle commissioni. “Siamo passati dalla democrazia alla cleptocrazia – ha detto in Aula Michele Giarrusso – sono tutti lì a cercare di trarre il massimo profitto da qualsiasi cosa, persino da una vicepresidenza di commissione. Così si svendono le riforme – accusa ancora il senatore grillino – per un migliaio di euro in più: è un atto vile, un tradimento, siamo al mercimonio ed è una cosa gravissima”.

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