Politica

Renzi alla direzione Pd: il suo intervento in 15 ‘pillole’

Matteo Renzi alla direzione Pd

Sul palco ci sono: Gentiloni accanto a Renzi, i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani e il presidente del partito Matteo Orfini.

“Credo che sia buon senso da parte di chi ha responsabilità di conduzione di una comunità accettare l’invito a fare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio scissioni e se le voglio le vorrei sulla base di una discussione, se ci dovrà essere una scissione, e io spero di no, che sia senza alibi, non con l’alibi del calendario. Lo ha detto Matteo Renzi, alla direzione nazionale del Pd, ed ha aggiunto: “Improvvisamente è sparito il futuro dal dibattito politico. L’Italia sembra rannicchiata nella quotidianità”. “La caduta di un uomo è il momento più bello da chi sa vivere le proprie difficoltà: hanno detto che non c’è stata analisi della sconfitta. Ti giudicano da come sai portare le tue cicatrici, ma io credo che abbiamo fatto analisi del voto, autocritiche, ci siamo cosparsi il capo di cenere. Svelo un segreto, non sono più a Palazzo Chigi perché quando uno perde una sfida è giusto che paghi il pegno. Ma vorrei depersonalizzare il post referendum”

Questi gli altri punti trattati da Renzi:

Finisce l’American dream
“Non è il muro la novità in America. C’era già. Quello che cambia è che ora si propone una America diversa, dove si scommette sulle paure”. Lo dice Matteo Renzi parlando della politica internazionale aprendo la direzione del Pd. “Finisce l’America dream, comincia un’era in cui l’altro diventa il volto della paura. è un processo culturale enorme, con una ricaduta pazzesca”, fa notare l’ex presidente del Consiglio. Il segretario dem parla del protezionismo che, a suo dire, “metterebbe in ginocchio la politica italiana”. “La globalizzazione è un’arma per combattere la povertà ma sta mettendo in crisi il ceto medio”

Vorrei Europa che si muova
“In questo scenario nasce l’idea di una Europa a due velocità. A me basterebbe vedere una Europa ‘eppur si muove’, visto che appare ferma. A cinque anni dal fiscal compact avremmo dovuto verificare se quel sistema funziona. Non voglio violare le regole europee ma voglio discuterle e se possibile cambiarle. Non è facile, non è semplice, ma è un dovere morale”.

Buon senso accettare congresso
“Credo che sia buon senso da parte di chi è responsabile” della comunità del Pd “di accettare il congresso prima delle elezioni. Io non voglio le scissioni, ma se scissione deve essere sia senza alibi. Certamente senza l’alibi del calendario”

Straordinaria comunicazione Le Pen
“Guai a sottovalutare quello che potrà accadere in Francia, dove il partito socialista francese sembra destinato all’irrilevanza”. Così Matteo Renzi alla direzione del Pd. “Avete visto come si presenta Marine Le Pen? è straordinario dal punto di vista comunicativo”, dice il segretario dem che aggiunge di voler marcare “una distanza siderale” rispetto alle sue idee.

A minoranza, mai vostro avversario
“Agli amici e compagni della minoranza voglio dire che mi dispiace se costituisco il vostro incubo, ma voi non sarete mai il mio avversario, gli avversari non sono in questa stanza, ma fuori da essa”.

Identità valore costitutivo
“La parola identità non è un valore di destra, ma è un valore costitutivo di una comunità. La cultura e’ elemento qualificante. Nei prossimi mesi con la presidenza Trump sarà scontato che la Nato modifichi il suo atteggiamento. In quella discussione dobbiamo portare la battaglia per fare in modo che le spese culturali siano equiparate alle spese militari”.

Anche spese cultura fuori da Patto
“Volete tenere fuori dal Patto di Stabilità le spese militari? Vi chiediamo di tenere fuori anche le spese culturali”, ha aggiunto Renzi. “I fondi del piano Juncker vadano in via preferenziale nel cuore delle nostre periferie”. “Se vogliamo discutere di Europa parliamo dell’Europa delle cattedrali, delle start up, ma l’Europa non può essere solo la maestrina”, afferma Renzi, “solo da noi questa trattativa” sull’aggiustamento dei conti, aggiunge Renzi – assume una sfida all’ok Corral”. “Ovvio che troveremo un punto di intesa, ma l’Europa non sia solo questa roba qui”, conclude Renzi.

Europa, è finito tempo doppiezza
“A questa Europa bisogna dire che è finito il tempo della doppiezza per cui si chiudono gli occhi di fronte a quello che succede in Italia, ma si alza la voce per quello che fa Trump”.

Pd, è il momento di sporcarsi le mani
“Bisogna sporcarsi le mani, dire qualche Sì oltre ai No, e questo vale anche per il Pd”. “Noi non possiamo più prendere giro la nostra gente, potete prendere in giro me, ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Chi perde non scappi col pallone
“Chi perde non scappi con il pallone”. Lo dice Matteo Renzi, parlando alla direzione del Pd. “Io scelgo il mare aperto”, dice l’ex premier annunciando il congresso prima delle elezioni.  “Chiediamo il congresso perché non io non sono il custode di caminetti”.

“Chi non vince non scappi con il pallone, vinca il migliore e chi perde sostenga il vincitore”

Il 41% al referendum non è solo nostro
“E’ evidente che il 41%” al referendum “non è solo per noi. Il punto è che il no non ha una strategia condivisa ma è evidente che non possiamo fare affidamento su una proposta alternativa. Dobbiamo confrontarci, non dobbiamo scegliere scorciatoie”, dice Renzi che poi si sofferma sulla situazione interna al partito. “Mi e’ stato chiesto di fare uno sforzo unitario, di non fare una conta interna” ma  “potete prendere in giro me ma non potete prendere in giro la nostra gente”.

Quando si vota non lo decido io
“Il voto delle elezioni politiche e le elezioni sono due concetti divisi. Io non sono piu’ il presidente del Consiglio, non sono il ministro dell’Interno né il Capo dello Stato. Io tema di quando si vota non lo decido io”.

Ciclo finito
“Si chiude un ciclo alla guida del Pd”. “Ho preso un Pd che aveva il 25 per cento e nell’unica consultazione politica lo abbiamo portato al 40,8. Era un partito che in Europa non aveva casa, aveva un problema di bilancio”.

Non possiamo spremere i cittadini
“Non possiamo spremere i cittadini. La riduzione delle tasse sta riportando l’Italia ad essere in condizioni simili agli altri Paesi. Il tema di non aumentare le tasse è un principio di serietà da parte nostra con i cittadini”.- “Va evitata la procedura d’infrazione. Sono d’accordo con Padoan. Il Pd ma anche gli altri partiti devono sostenere l’Italia” nel negoziato con l’Europa. Ma in Europa bisogna andare a gomiti alti e non essere in prima fila a fare distinzioni. I 3,4 miliardi si recuperano non aumentando le accise, ma con un disegno che permetta all’Italia di continuare la curva sulla crescita”.

Torniamo alla politica
Il congresso del Pd sarà fatto “nel pieno rispetto dello statuto, con le regole dell’ultima volta, ma torniamo alla politica. Vi aspettiamo lì. Siamo altrove dalle polemiche quotidiane”.
“Vinca chi ha le idee migliori e il giorno dopo chi perde dia una mano a chi ha vinto, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi ha vinto le primarie come è avvenuto negli ultimi anni, come è avvenuto a Roma quando qualcuno telefonava per gli assessori della giunta Ragg. Io non dico ‘vattene’ dico ‘venite’. Discutiamo, vediamo chi ha più popolo con sé. Aiutateci a cambiare, portateci le vostre idee. Lo dico anche a chi sta fuori. Siamo una forza tranquilla, vi aspettiamo nel confronto democratico non nella battaglia del fango”.

vivicentro/agi/aska/foto: frame da diretta

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