Politica

Rai, la riforma è legge: cosa cambia e come

Tutte le novità del ddl approvato a Palazzo Madama che cambierà il servizio pubblico televisivo italiano.

ROMA – L’aula del Senato ha approvato la riforma della Rai per alzata di mano. Il testo, già approvato alla Camera, ora è legge.La votazione è avvenuta dopo quella della legge di Stabilità.

Ecco tutte le novità del ddl approvato a Palazzo Madama che cambierà il servizio pubblico televisivo italiano.

Tre i pilastri della legge voluta da Matteo Renzi:
1. La Rai diventa Spa normale.
2. L’ad è un vero capo azienda.
3. La Vigilanza non nomina più i vertici.

Come cambia il cda. La situazione attuale: oggi ci sono 9 membri, 7 eletti dalla Commissione di Vigilanza e 2 nominati dal Tesoro (tra cui il presidente). Con la riforma del governo Renzi ci saranno 7 membri, 2 eletti dalla Camera, 2 dal Senato, 2 nominati dal governo,1 dai dipendenti dell’azienda. Il presidente è eletto dal cda e confermato dai 2/3 della Vigilanza.

Dal dg all’ad. La situazione attuale: oggi il direttore generale è indicato dal governo e nominato dal cda, partecipa al cda ma non vota. Con la riforma del governo Renzi, l’amministratore delegato è indicato dal governo e nominato dal cda: fa parte del cda e vota.

I poteri. La situazione attuale: oggi il cda nomina, su proposta del dg, direttori di rete, testata e canale. Il dg firma contratti aziendali fino a 10 milioni di euro solo con l’assenso del presidente. Con la riforma del governo Renzi, l’ad nomina direttori di rete, testata, canale e dirigenti di seconda fascia. Il cda esprime solo un parere (obbligatorio ma non vincolante). Per i direttori di testata il parere è vincolante se contrari alla nomina i 2/3 (5 membri su 7). L’ad firma autonomamente contratti fino a 10 milioni.

Altre novità. Il contratto di servizio durerà 5 anni. Viene introdotto il Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale (online i compensi dei dirigentiche guadagnano più di 200mila euro lordi annui). Nel 2016 si terrà una consultazione pubblica in vista della nuova concessione. Il governo riceve una delega per il riassetto della normativa in materia di servizi di media audiovisivi e radiofonici (entro 12 mesi).

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