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Da Panama Papers a Potenza: Alfio Fazio, l’uomo che voleva rottamare Costa Concordia

Federica Guidi e Gianluca Gemelli
Federica Guidi e Gianluca Gemelli

L’imprenditore siciliano Alfio Fazio compare nell’elenco rivelato da l’Espresso ma nell’inchiesta petrolio è anche protagonista di lunghe intercettazioni con il ‘quartierino’ di Gemelli che sta mettendo in imbarazzo il governo

DA Siracusa al Centroamerica, passando per Potenza. E concludere il periplo segnando un primato assoluto: essere citato in entrambi gli scandali del momento. Il record spetta all’imprenditore siciliano Alfio Fazio. Compare nei ‘Panama Papers’ rivelati da ‘l’Espresso’ ma è anche il protagonista di lunghe intercettazioni con il ‘quartierino’ di Gianluca Gemelli che sta mettendo in imbarazzo il governo Renzi. E proprio da queste registrazioni si scopre quale fosse il sogno di Mister Fazio: partecipare alla rottamazione del Costa Concordia, il simbolo dell’Italia che affonda.

Nelle carte panamensi il nome di Fazio è legato alla Mediterranean Charter Limited delle Isole Vergini Britanniche, una società che evidentemente si appoggiava sullo studio Mossack Fonseca. Al sito Meridionews ha dichiarato: “C’era una situazione risalente a dieci anni fa, ma abbiamo pagato tutte le tasse”. In realtà, Alfio e il fratello Carlo hanno fiutato da tempo il business dell’offshore, inteso come piattaforme petrolifere. La loro azienda Comap si occupa di costruire o riparare trivelle, rimuovere relitti, mettere a posto pontili. Un’impresa che da Augusta ottiene spesso appalti sull’altra sponda del Mediterraneo, lavorando per conto di tutti i big petroliferi e anche per enti pubblici siciliani. Ma i fratelli Fazio guardano lontano e nel 2012 hanno lanciato il progetto per costruire un grande porto turistico nella baia con 291 ormeggi per yacht, operazione benedetta dall’allora governatore siciliano Raffaele Lombardo che prevede un investimento da venti milioni: i lavori sono cominciati nella scorsa estate.

Alfio siede nel comitato portuale di Augusta, come rappresentante degli armatori. E partecipa all’operazione, descritta dai pm di Potenza, per mantenere al vertice del porto Alberto Cozzo, così intimo da condividere cene “di ricci e rutto libero”. Cibo e intrallazzi sono un classico delle inchieste italiane. Ad esempio, l’imprenditore chiede all’ammiraglio Roberto Camerini se sono “sono arrivati tutti i vini e i formaggi, insomma tutto a posto…”. E dopo questo preambolo tanto ghiotto quanto insolito si mette a discutere di affari con l’ufficiale della Marina Militare, passato poi dal comando marittimo della Sicilia a quello dell’intero Nord Italia, incluso l’arsenale di La Spezia, grazie anche – stando ai magistrati – all’intervento del ‘quartierino’ di Gianluca Gemelli e amici. A preoccupare Fazio è l’autorizzazione all’uso di un pontile da parte della sua società, permesso revocato per le esigenze della flotta, che proprio da Augustaconduce i pattugliamenti nel Canale di Sicilia. Su questo fronte, l’industriale chiede aiuto pure al compagno della Guidi, perché la questione pare essere sulla scrivania di Giuseppe De Giorgi, il comandante in capo della Marina, ora indagato.

Nel colloquio con l’ammiraglio Camerini si affacciano altri affari d’alto bordo. Domanda Fazio: “Ti puoi informare su quale iter stanno facendo per la vendita delle o la demolizione di quelle corvette, perché potremmo essere interessati… sì fregate”. L’ammiraglio replica: “Allo stato attuale ancora non c’è… cioè lo stanno producendo ma glielo faccio… te lo faccio saper…appena c’è qualcosa ti faccio sapere, va bene”. Probabilmente stanno parlando delle fregate classe Maestrale, navi da guerra che la Marina sta dismettendo dopo trenta anni di servizio ma che – una volta rimesse a nuovo – riscuotono ancora interesse sul mercato bellico internazionale.

Dalle intercettazioni emerge anche l’interesse di entrare nel più grosso affare di smantellamento mai svolto nel nostro paese: la demolizione della Costa Concordia. Non l’intera nave, ma i colossali cassoni usati per riportarla a galla e trasferirla a Genova. Per ogni evenienza, però, a Fazio viene fatto incontrare anche De Giorgi, il numero uno. Alfio ironizza sul corteo di “una quindicina di auto blu” che accompagna l’ufficiale. E poi si concentra sui nuovi business all’orizzonte: “Sì, i nuovi arrivi di navi sono particolari, modulari il quaranta per cento di quelle che avete al momento, insomma… c’è una fase di dismissione importante…”. E il solito ammiraglio Camerini conferma: “Assolutamente,… è così”.

Da Panama Papers a Potenza: Fazio, l’uomo che voleva rottamare Costa Concordia di GIANLUCA DI FEO

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