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Bruxelles con l’Italia sulle Ong ribelli: ”non avranno la garanzia dell’attracco nei porti italiani”

Bruxelles con l’Italia sulle Ong ribelli

Le navi dei volontari che non hanno firmato il patto non avranno la garanzia dell’attracco nei porti italiani e potranno intervenire solo nelle emergenze. La posizione della Commissione europea conferma la linea dell’Italia rispetto alla delicata gestione dei flussi migratori.

Bruxelles con l’Italia sulle Ong ribelli: “Non garantito l’attracco nei porti”

Le navi dei volontari che non hanno firmato il patto potranno intervenire solo nelle emergenze. Primo via libera all’intervento italiano con il sì di Pd e Forza Italia. Oggi il voto in Parlamento

ROMA – Tempi duri per le Ong refrattarie al Codice di condotta. «Chi non firmerà il documento non si vedrà riconoscere la garanzia di attraccare nei porti italiani». L’aut aut arriva direttamente dall’Unione europea tramite il portavoce per Migrazione e Affari interni Natasha Bertaud.

E nel frattempo anche il Viminale sta mettendo a punto un piano contro le Ong ribelli: l’attracco sarà garantito nel porto più sicuro ma non in quello più vicino e inoltre nelle operazioni di salvataggio avranno priorità le Ong che firmano il Regolamento. Le altre non verranno autorizzate, a meno che non ci sia un’emergenza tale da richiedere il loro intervento oltre a quello di Ong aderenti al Regolamento o delle navi della missione internazionale Sophia.

La Commissione europea, dal canto suo, ricorda che Bruxelles ha sostenuto l’Italia nella preparazione del Codice. E sottolinea anche che per il diritto internazionale i migranti vanno sbarcati in un porto sicuro, ma non necessariamente il più vicino. Il ministro dell’Interno Marco Minniti, intanto, sta predisponendo le misure da adottare contro le Ong che non sottoscrivono il Codice. Ieri pomeriggio, al Viminale, si è svolto un incontro, presieduto dal capo di gabinetto Mario Morcone, al quale hanno partecipato la Guardia costiera, la capitaneria di porto, carabinieri, polizia e Guardia di finanza. La task force italiana adotterà strategie di monitoraggio sulle certificazioni e sul rispetto delle regole a bordo delle navi delle Ong, da quelle relative all’equipaggio alle norme sul lavoro, tecniche e igienico-sanitarie.

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Ma non c’è solo il capitolo Ong nell’agenda di governo per contrastare il traffico di esseri umani e gestire i flussi migratori. Oggi il Parlamento voterà la missione di supporto alla guardia costiera libica, dopo la richiesta di aiuto – seppur in parte ritrattata per polemiche interne – da parte del premier libico Fayez Al-Sarraj. E proprio per placare la disputa esplosa a Tripoli su sospetti di lesione di sovranità, la ministra della Difesa Roberta Pinotti ribadisce che non avverrà alcun blocco navale perché «è un atto ostile». E «nessuna ingerenza o lesione della sovranità libica», e comunque per gli italiani «l’autodifesa sarà lecita». I nostri militari, in altre parole, saranno autorizzati a sparare per reagire ad eventuali attacchi. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, sottolinea che l’Italia lavora «per l’unità e la stabilità della Libia» e «per evitare la frammentazione dell’azione della comunità internazionale».

Una nave logistica ed un pattugliatore italiano supporteranno dunque la guardia costiera libica, operando in accordo con le autorità di Tripoli. I militari impegnati potranno usare la forza «in modo limitato, graduale e proporzionale». Le regole d’ingaggio, saranno quelle in vigore per «Mare Sicuro», ma, come ricorda Pinotti, «tenendo conto che la missione diventa bilaterale». È invece il diritto internazionale a prevedere «la legittima difesa per i nostri militari». I dettagli sono da definire con i libici, Pinotti e Alfano, di fronte alle Commissioni Difesa ed Estero di Camera e Senato, hanno inoltre rimarcato che «tutte le attività saranno svolte sulla base delle esigenze delle autorità locali».

Hanno votato a favore della missione Pd e Forza Italia. Contro M5S, e Lega mentre Fdi si è astenuta e Mdp non ha preso parte al voto.

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lastampa/Bruxelles con l’Italia sulle Ong ribelli: “Non garantito l’attracco nei porti” GRAZIA LONGO

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