Economia

Un 2016 horribilis: tutto quel che i mercati temono possa accadere

L’Atlante del pessimismo di Bloomberg: dall’offensiva inarrestabile dell’Is che fa schizzare il prezzo del petrolio, all’elezione di Trump alla Casa Bianca.

MILANO – Una offensiva dell’Is e un colpo di Stato in Venezuela tali da generare un crollo dell’offerta di petrolio e un’impennata dei prezzi del greggio, ad oggi impronosticabile. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, con le dimissioni del premier britannico David Cameron. Attacchi informatici da Russia e Iran in grado di mandare kappaò tutti i sistemi finanziari dei Paesi occidentali, la disgregazione politica dell’Europa a seguito dell’incapacità di far fronte comune all’emergenza dei migranti, una nuova escalation di tensione in Israele e il rallentamento economico della Cina esacerbato fino alla recessione. E’ un Atlante del pessimismo quello che ha messo in fila l’agenzia finanziaria Usa Bloomberg, a pochi giorni dal cambio di anno. Una serie di scenari tendenti alla categoria dell’irrealizzabile, ma che a ben vedere svelano quanti siano i focolai di tensione sparsi per il globo. Situazioni drammatiche per l’umanità intera, che sui mercati verrebbero letti in maniera negativa (ma che non escludono d’altra parte la possibilità di lauti guadagni per pochi).

Ecco la rassegna di quel che nessuno, nelle sale operative ma soprattutto nel mondo al di fuori dei cercuiti di trading, vorrebbe ricordarsi alla fine del prossimo anno. L’avanzata dell’Is blocca le produzioni petrolifere, la Gran Bretagna saluta la Ue e un altro anno caldissimo distrugge l’agricoltura. Colpi di Stato, intrighi politici tra Usa e Russia. La possibilità di un’azione israeliana in Iran, il rallentamento ulteriore della Cina. Dieci scenari catastrofici sui mercati – costruiti dall’agenzia finanziaria Usa Bloomberg – testimoniano quanto siano vasti i focolai di tensione per il globo

  1. IL PETROLIO A 100 DOLLARI AL BARILE. Invece di continuare la fase di debolezza, come tutti si aspettano, il greggio schizza in rialzo. Lo Stato Islamico lancia una serie di offensive che distruggono le infrastrutture energetiche in Medio Oriente. Anche nel Delta del Niger le violenze si esacerbano e bloccano la produzione, l’Algeria precipita nel caos alla morte del presidente Bouteflika, mentre in Venezuela un colpo di Stato paralizza il Paese. L’Opec non riesce a incrementare tempestivamente la produzione di petrolio per rispondere a questi black-out e il prezzo del greggio vola. La Fed si deve adeguare all’esplosione dei prezzi energetici bloccando il percorso di rialzo dei tassi, mentre la Cina scivola verso la recessione. A ridere sono solo l’industria nucleare e delle rinnovabili
  2. LE BREXIT DIVENTA REALTA’. Il premier Uk David Cameron (nella foto) convoca il referendum sulla permanenza nella Ue a giugno, prima del previsto. Boris Johnson, sindaco di Londra e tra i più rappresentativi esponenti del partito Conservatore di Cameron, lo sfida e si pone a capo della battaglia per l’uscita dall’Europa. Vince e Cameron si dimette. Il nuovo premier avvia i colloqui con Bruxelles per la Brexit, mentre i colossi finanziari (da Hsbc a Barclays) lasciano la City per rimanere agganciati all’area di libero scambio. La sterlina crolla, la Borsa si schianta e il governatore della BoE deve alzare i tassi per evitare il deflusso completo di capitali. Le spinte indipendentiste scozzesi riprendono e mettono nuova persone al debito pubblico della Gran Bretagna.
  3. CYBERATTACCO ALLA FINANZA. Gli hacker di Russia e Iran lanciano attacchi congiunti al sistema finanziario, in risposta alle sanzioni Usa verso i loro Paesi. Minano alla radice la fiducia degli investitori e devono scattare limiti ai prelievi per i depositanti e controlli sui capitali, mentre la Fed stoppa il rialzo dei tassi. Crollano azioni e dollaro, salgaono i beni rifugio come gli immobili e l’oro, insieme alle compagnie che si occupano nello specifico di Cybersecurity.
  4. EUROPA, UN’IDEA IN FRANTUMI. Nuovi attacchi terroristici come quelli di Parigi e l’incapacità di gestire il flusso di rifugiati scalfiscono ancor più le fratture tra i 28 della Ue. In Germania, Angela Merkel è forzata alle dimissioni e in Francia Marine Le Pen torna a guadagnare consensi. I Paesi periferici come Grecia e Portogallo tornano a soffrire per il rafforzamento dei falchi del Nord Europa, con Atene che esce dall’Euro. L’euro perde valore.
  5. LA CINA RALLENTA ANCORA. La situazione reale dell’economia di Pechino risulta ben peggiore di quanto dicano le statistiche ufficiali. I dipendenti di alcune fabbriche si organizzano per reclamare maggiori diritti. Sale la tensione anche internazionale, con gli Usa che supportano militarmente Taiwan e Pechino che minaccia uno scontro per le questioni territoriali nel Mar Cinese meridionale. Ne soffrono le compagnie di navigazione e aeree, i mercati asiatici crollano; sale il prezzo del petrolio e quello delle azioni delle aziende di armi americane.
  6. ISRAELE ATTACCA L’IRAN. Mentre gli Usa sono distratti dalla campagna elettorale, il presidente israeliano Netanyahu ordina un attacco ai siti nucleari iraniani. La notizia deflagra in Medio Oriente e pure sulla corsa alla Casa Bianca. Collasso degli accordi internazionali con l’Iran: sale il prezzo del petrolio e quello dell’oro, bene rifugio. Crollano le azioni israeliane, le compagnie petrolifere europee (tra le quali l’Eni), che avevano avviato maggiormente progetti con Teheran, subiscono il contraccolpo.
  7. PUTIN FA LE SCARPE A OBAMA. Con l’astuzia, il leader del Cremlino architetta una soluzione per la successione in Siria, senza coinvolgere Washington. L’accordo per il Medio Oriente tampona il flusso di rifugiati sull’Europa, alleviando le pene di Angela Merkel e compagni. Grati a Putin, i 28 iniziano ad alleviare le sanzioni imposte a Mosca. Il Cremlino ottiene ciò che vuole: è più influente sul Medio Oriente di quanto non lo fosse ai tempi dell’Unione Sovietica, l’economia riparte dopo la crisi in Ucraina, gli Usa sono marginalizzati. Salgono le azioni russe e il rublo, ma anche quelle europee e soprattutto tedesche (per l’export verso Est).
  8. CLIMA: UN ALTRO ANNO BOLLENTE. Nonostante gli accordi di Parigi, il 2016 è ancora caldissimo. L’agricoltura del Sud Est asiatico è danneggiata dal Nino e la siccità uccide le coltivazioni australiane. In Africa la mancanza di acqua stoppa le produzioni di energia idroelettrica, in Europa l’estate più calda della storia rovina il raccolto dal Baltico al Mediterraneo, non c’è un grappolo buono sui vigneti francesi o italiani. Gli Usa devono dichiarare lo stato d’emergenza per la California: i mercati emergenti scoppiano, crollano i titoli delle compagnie di riassicurazione.
  9. SUDAMERICA, IL DECENNIO PERDUTO. Il Brasile (nella foto la costruzione del Villaggio Olimpico) diventa ingovernabile per l’impeachment del presidente Dilma Rousseff. In Venezuele, Maduro usa l’esercito per tornare al potere in un Paese economicamente in ginocchio. In Argentina, la situazione economica mette il neo-presidente Macrì alle strette: deve deludere buona parte delle sue promesse elettorali. I tassi salgono in tutta l’area, generando default a catena. I mercati azionari crollano, come il real brasiliano e Petrobras va in bancarotta.
  10. TRUMP PRESIDENTE DEGLI USA. Il catalogo di Bloomberg si chiude con l’affermazione del candidato repubblicano, nelle elezioni di Novembre. Da subito irrigidisce la politica sui migranti (verso islamici e messicani), rafforza l’esercito, esacerba le tensioni con Pechino accusandola fin dal discorso post-elezioni di manipolare il cambio. Cala il dollaro, sale l’oro, crolla il peso messicano. Salgono le azioni delle aziende della Difesa, le prospettive delle riforme sulla tassazione fanno scattare le vendite sui fondi di private equity.
  11. L’avanzata dell’Is blocca le produzioni petrolifere, la Gran Bretagna saluta la Ue e un altro anno caldissimo distrugge l’agricoltura. Colpi di Stato, intrighi politici tra Usa e Russia. La possibilità di un’azione israeliana in Iran, il rallentamento ulteriore della Cina. Dieci scenari catastrofici sui mercati – costruiti dall’agenzia finanziaria Usa Bloomberg – testimoniano quanto siano vasti i focolai di tensione per il globo

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