Economia

Ripresa ancora difficile per le imprese, il 2015 è stato un anno tra luci ed ombre

Conti pubblici

Tempi difficili per esercizi e attività commerciali. Nel mese di dicembre, l’Istat rileva una diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori e delle imprese. Il 2015, si chiude con un -29 mila imprese (inferiore comunque al -34 mila registrato nel 2014). Se da un lato, infatti, calano le chiusure, dall’altro frenano anche le aperture. Dal 2011 ad oggi, il saldo è negativo per 140 mila unità, con una media negli ultimi cinque anni di 114 aperture e 190 chiusure al giorno. Questi cinque anni di desertificazione, hanno interessato tutto il territorio nazionale, anche se con intensità diverse, a seconda delle zone. Tra le regioni, è la Sicilia ad aver messo a segno il saldo peggiore tra apertura e chiusure di negozi e locali (-16355 imprese). Seguono nella classifica delle emorragie di imprese più significative, la Lombardia (-14327) e la Campania (-13922). Tra le città capoluogo di provincia, invece il primato di chiusure va a Roma, seguono il comune di Torino, che perde oltre 3 mila imprese, e quello di Napoli, con 2327 imprese in meno. Infine considerando tutti i capoluoghi di provincia, l’unico comune che ha registrato, un saldo positivo è Padova, dove negli ultimi cinque il numero bar, negozi e ristoranti è cresciuto anche se solo di 42 unità.

Fabio D’Amora 

Categorie

YOUTUBE

Iscriviti al nostro canale

Social

Categorie