Economia

L’Upb sul Def: “Per la flessibilità servono nuove riforme”. Bankitalia: “Taglio tasse casa sia permanente”

Le audizioni sull’aggiornamento del Documento di economia e finanza. Pisauro: “Non è chiaro se le clausole di salvaguardia sono disattivate anche dopo il 2016, la flessibilità Ue non è permanente”. Signorini: “Verificare percorso sul debito, privilegiare investimenti per la crescita”

MILANO – Proseguono le audizioni dei massimi organismi economici italiani sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, con la quale il governo ha alzato la crescita del 2015 allo 0,9% e chiesto circa 17 miliardi di flessibilità alla Ue.

Ufficio Parlamentare di Bilancio. “L’estensione della clausola delle riforme richiede l’indicazione di ‘nuove’ riforme rispetto alla primavera scorsa”, riforme “che nella Nota di aggiornamento non sono esplicitate”. Il caveat arriva dal presidente dell’Ufficio parlamentare bilancio, Giuseppe Pisauro, durante un’audizione al Senato. “Probabilmente lo saranno, ma ad oggi non è possibile fare una valutazione perchè abbiamo bisogno di ulteriori informazioni”. Per quanto riguarda la clausola degli investimenti, aggiunge il presidente dell’Upb, “i requisiti sono rispettati dal punto di vista dell’eligibilità a richiedere clausola”, ma “quello che bisogna vedere è se gli investimenti previsti sono realmente aggiuntivi. Che succede”, si chiede Pisauro, “se un Paese chiede e ottiene la clausola e poi si verificasse ex post che non sono stati realizzati gli investimenti? Questa è una domanda a cui non abbiamo una risposta, ma è una valutazione che vale la pena di fare”.

Per l’Upb ci sono da precisare alcuni aspetti sulle clausole di salvaguardia. “L’unica ipotesi di misura compensativa riguarda la clausola di salvaguardia, per la quale si dice che è ‘disattivata per il 2016’: si potrebbe immaginare che non venga disattivata completamente negli anni successivi ma lo vedremo”, nota Pisauro. Il ragionamento parte dalla constatazione che la nota prevede una “spending review più graduale e una serie di misure aggiuntive permanenti che comportano un peggioramento dei saldi” e “si dice che nel 2016 si farà ricorso ai margini di flessibilità della Ue, tuttavia questi margine di flessibilità non sono permanenti e a loro volta saranno ridotti”. Dunque “qualche dubbio viene sulla coerenza complessiva del quadro ma non ci sono risposte possibili in un senso o nell’altro perchè bisogna conoscere i dettagli della manovra”.

Bankitalia. “L’effetto dell’eliminazione della tassazione sulla prima casa dipende dalla misura in cui essa sarà percepita come  permanente, dal suo impatto sull’efficienza del sistema della finanza locale e sui servizi erogati dagli enti locali, dal miglioramento del clima di fiducia nelle prospettive future dell’economia che potrebbe essere indotto dall’aumento della spesa delle famiglie”. Così il vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, durante un’audizione al Senato sulla Nota di aggiornamento al Def. “Le frequenti modifiche alla fiscalità immobiliare degli ultimi anni potrebbero indurre le famiglie a non reputare lo sgravio ora programmato come permanente, limitando significativamente gli effetti della misura sulle scelte di consumo”, spiega Signorini ricordando che si tratterebbe del quinto intervento negli ultimi sette anni. La stessa Bankitalia aveva già spinto per una stabilizzazione della materia.

Occorre valutare “attentamente” la scelta del governo di rallentare il percorso di riduzione del debito. Le condizioni favorevoli attuali non dureranno per sempre e sarebbe “prudente” assicurare un “margine di sicurezza” per “rischi” dovuti all’eventuale rallentamento del  commercio mondiale o da “improvvisi” mutamenti dei mercati, ammonisce poi Signorini. “Sarebbe altresì prudente – aggiunge – assicurare un margine di sicurezza per affrontare l’eventuale materializzarsi di rischi derivanti da un rallentamento del commercio mondiale o da improvvisi mutamenti dei mercati”. Quanto all’allocazione delle risorse per crescere,  “è opportuno che la finanza pubblica e più in generale la politica economica privilegino gli investimenti, pubblici e privati, con l’obiettivo di innalzare in modo duraturo il potenziale di crescita della nostra economia”. Signorini ha poi messo in guardia il governo sul possibile effetto dello scandalo Volkswagen che minaccia la fiducia dei consumatori e – a cascata – la ripresa.

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