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Istat: emergenza povertà tra i bambini

Istat: Emergenza povertà tra i bambini
Nunzio Galantino: «Numeri enormi che dovrebbero indurre la politica a muoversi»

La fotografia scattata dall’ Istat per il 2016 racconta una situazione preoccupante per l’Italia: i poveri sono aumentati del 50% tra le famiglie giovani con figli e un bambino su 8 risulta indigente. Complessivamente nel nostro Paese il 7,9% degli individui vive nella fascia più sofferente.

Poveri aumentati del 50%, tra le famiglie giovani con figli

La fotografia scattata dall’Istat per il 2016: indigente un bimbo su otto. In Italia il 7,9% degli individui vive nella fascia più sofferente

ROMA – La povertà in Italia non scende. Anzi, per le famiglie con tre e più figli aumenta in maniera esponenziale, sia la povertà assoluta che quella relativa. E sono i giovani, disoccupati ma anche semplici operai, a pagare il conto più salato. La fotografia che scatta l’Istat è desolante. Stando ai dati 2016 sono ben 1 milione e 619mila le famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta per un totale di 4 milioni e 742mila individui. L’incidenza sul totale delle famiglie è pari al 6,3%, praticamente in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni mentre per gli individui sale dal 7,6 al 7,9%, una variazione che però l’Istat definisce «statisticamente non significativa». In realtà, come segnalano le associazioni dei consumatori, il numero dei poveri in dieci anni è praticamente raddoppiato, mentre rispetto al 2015 si registra un aumento del 3,1%. «Numeri enormi – commenta il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino – che dovrebbero indurre la politica a muoversi». «Numeri impressionanti», «cifre drammatiche», commentano da Forza Italia a Sinistra Italiana a Mdp che mettono nel mirino il governo e le politiche renziane degli ultimi tempi. «Servono risposte immediate ed efficaci» sollecita l’Alleanza contro la povertà, che insiste perché venga adottato uno strumento universale per arrivare a proteggere a tutti i cittadini che si trovano in condizioni di difficoltà e non solo una parte.

Stando ai dati diffusi dall’Istat tra le famiglie con 3 o più figli minori l’incidenza della povertà assoluta aumenta quasi del 50% passando dal 18,3 al 26,8%, ed interessa 137.711 famiglie e 814.402 individui. Aumenta anche l’incidenza fra i minori che sale dal 10,9% al 12,5% per un totale di 1 milione e 292mila soggetti. «Sono 161 mila in più dell’anno passato, in pratica un minore su 8 versa in condizioni di povertà assoluta» denuncia a sua volta «Save the children».

L’incidenza della povertà assoluta è stabile al Nord (5%), in lieve calo al Sud (8,5%) ed aumenta al Centro, sia in termini di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) che di individui (7,3% da 5,6%), a causa soprattutto del peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane. Come negli anni precedenti il peso della povertà diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento (8,2% se ha al massimo la licenza elementare, 4% se è almeno diplomata), e persiste anche la relazione inversa rispetto all’età. In questo caso il valore minimo (3,9%) si registra tra le famiglie con a capo un ultra 64enne mentre quello massimo (10,4%) interessa i nuclei guidati da under 35. La posizione professionale del capofamiglia pesa in maniera significativa: la diffusione della povertà assoluta nelle famiglie operaie è infatti doppia rispetto alla media e tocca il 12,6%.

Nel 2016 la povertà relativa ha riguardato invece il 10,6% delle famiglie residenti (10,4% nel 2015), per un totale di 2 milioni 734mila, e 8 milioni 465mila individui (14% del totale contro 13,7%). Anche questa condizione è più diffusa tra le famiglie con 4 componenti (17,1%) o 5 componenti e più (30,9%) ed i nuclei più giovani.

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti non nasconde la situazione «di sofferenza», ma ci tiene a precisare che «il sostegno all’inclusione attiva è partito solo a settembre dello scorso anno, e quindi non produce effetti sul 2016». Detto ciò conferma l’impegno a procedere con tutti gli strumenti messi in campo che di qui a breve porteranno al raddoppio del numero di famiglie che beneficerà del Sostegno di inclusione attiva. Si passerà infatti da 100 mila a 200 mila nuclei, 800 mila persone in tutto compresi oltre 400 mila minori. Poi a fine anno decollerà il nuovo Reddito di inclusione e la situazione dovrebbe migliorare ulteriormente.

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