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Cronaca

San Vito Lo Capo e Vesuvio: riprese operazioni spegnimento, 3 Canadair

San Vito Lo Capo e Vesuvio, incendi

Brucia l’Italia delle vacanze: mentre rimane l’emergenza Vesuvio , con il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che valuta l’intervento dell’esercito, ad andare a fuoco sono località anche rinomate, come San Vito Lo Capo, in Sicilia, dove 600 turisti sono stati evacuati con le barche via mare. Ma i roghi sono segnalati anche nelle Eolie, in Sardegna, sull’Amiata, in Calabria, nel pescarese, in Puglia e Basilicata, una mappa da ‘record’, ricorda la Protezione Civile: ieri sono state 47 le richieste dei mezzi aerei dello Stato, con lo spegnimento di 13 incendi. In totale nel 2017 sono state 764 le richieste, sottolinea il Dipartimento, “un picco da 10 anni”.

Si lavora senza sosta nello spegnimento degli incendi nei territori di Ottaviano, Ercolano, Torre del Greco. Tre Canadair stanno operando dalle prime ore del giorno mentre a terra lavorano incessantemente Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, Protezione Civile. A destare preoccupazione sono continue accensioni della ‘lettiera’, il materiale organico presente sul suolo costituito da rami e foglie, che continua a bruciare. Da quanto si apprende, in questi minuti un incendio sta interessando Monte Megano sui Monti Lattari.

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1.200 interventi vigili fuoco, 900 uomini impegnati – Alle 18 di ieri si sono registrati circa 1.200 interventi in Italia per gli incendi boschivi e di vegetazione da parte dei vigili del fuoco. Più di 400 automezzi antincendio a supporto dei 900 uomini dispiegati sul territorio nazionale. Il numero maggiore di roghi si è verificato nuovamente in Sicilia, dove i Vigili del fuoco hanno effettuato 499 interventi. Seguono la Puglia con 259 interventi, la Calabria e la Campania con 249 e il Lazio con 190. Incendi rilevanti su diversi territori della Sicilia: le maggiori criticità sono state evidenziate sia a San Vito Lo Capo (TP), in cui stanno ancora operando 4 squadre di Vigili del fuoco per sedare diversi incendi di sterpaglie, sia presso la contrada Sauci Grande dove è in atto l’evacuazione in maniera precauzionale di circa 1.000 persone da un villaggio turistico; altre criticità a Castellammare del Golfo (TP), a Catania, a ridosso di alcuni capannoni dei mercati generali, ed in contrada Vaccarizzo (CT) e a Lentini (SR), dove le fiamme hanno lambito alcune abitazioni. Interventi rilevanti anche in Calabria: in provincia di Cosenza, ed in particolare a Monglassano, per roghi che hanno minacciato una clinica ed alcune abitazioni, e per i quali è stato necessario l’intervento di un canadair. Importante intervento a Reggio Calabria e nel comune di Motta San Giovanni (RC), nel quale hanno operato squadre via terra e 4 velivoli. Proseguono le criticità a Napoli. Il fronte di fiamma è molto esteso e sta raggiungendo zone impervie. I comuni più colpiti rimangono quelli in prossimità del Vesuvio: Ercolano, Torre del Greco e Portici. Oltre ai mezzi aerei, sul posto sono presenti squadre accorse dall’intera regione Campania.

Ospiti resort S.Vito non rientreranno fino a sabato  – Non rientreranno fino a sabato i turisti che ieri hanno dovuto lasciare il resort di Calampiso, nel Trapanese, per il vasto incendio arrivato a lambire la struttura. Dopo l’evacuazione dei 600 villeggianti sono cominciati i controlli per verificare il funzionamento degli impianti elettrici, idrici e delle comunicazioni che potrebbero essere stati danneggiati. Gli immobili non hanno riportato danni, ma c’è ancora un forte odore di fumo che non consente il rientro dei turisti. I villeggianti, ieri, dopo essere stati allontanati via mare, sono rientrati solo il tempo di prendere i bagagli e hanno trascorso la notte nelle strutture messe a disposizioni da albergatori di San Vito. Alcuni, i siciliani soprattutto, hanno preferito anticipare il rientro a casa. “Abbiamo affrontato l’emergenza con grande efficienza”, dice Alfio La Ferla, direttore della Tmc, la società che gestisce i servizi alberghieri del resort.

/ansa

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