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Torre Annunziata. Il bilancio, al momento, è di tre morti (due estratti, una persona individuata)

Torre Annunziata, crolla palazzo, tre morti

 Si scava tra le macerie alla disperata ricerca di qualche superstite. Il bilancio, al momento, è di tre morti (due estratti, una persona individuata) e cinque dispersi: distrutte due famiglie.

All’appello mancano due famiglie, una con due bambini, in totale otto persone che probabilmente stavano dormendo. E’ questo il bilancio del crollo di una palazzina a Torre Annunziata, in provincia di Napoli. I soccorritori lavorano senza sosta. Nei primi due piani dello stabile, disabitati e non interessati dal crollo, erano in corso lavori di ristrutturazione. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta per crollo colposo.

I morti e i dispersi  – Nell’edificio crollato, questa mattina, in via rampa Nunziante a Torre Annunziata (Napoli) abitavano le famiglie Cuccurullo (3 persone), Guida (4 persone) e Pina Aprea, una sarta 65enne: di lei non si hanno notizie e non si esclude che sia uscita presto da casa. Il bilancio, al momento, è di tre morti (due estratti, una persona individuata) e cinque dispersi.

”Manca ancora l’ufficialità ma credo oramai ci siano pochissimi dubbi sul fatto che le due persone estratte prive di vita dalle macerie siano l’architetto Giacomo Cuccurullo e la moglie Edy Laiola” fa sapere in serata il sindaco, Vincenzo Ascione. Giacomo Cuccurullo, dipendente al Comune, si occupava di pratiche di edilizia privata mentre la moglie Adelaide (Edy) Laiola era una delegata della segreteria Cgil per i rapporti con il Provveditorato agli studi, consulente di spicco del sindacato a Torre Annunziata, esperta in contestazioni e ricorsi. La coppia aveva un figlio, Marco, 25 anni.

Altro nucleo familiare, la famiglia Guida. Di lui, Pasquale Guida, circa 40 anni, i conoscenti dicono che è un tifoso del Savoia Calcio, la squadra di Torre Annunziata. Sposato con Anna dalla quale ha avuto due figli: Francesca, 14 anni, e Salvatore 8.

Nello stabile abitava anche Pina Aprea, una sarta di 65anni che viveva da sola. “Lavorava in casa facendo lavori di sartoria ed era una persona molto disponibile” racconta una sua vicina di casa.

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vivicentro campania/agenzie stampa/ansa/agi/adnkronos

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