Cronaca

Siria, tensione nei cieli tra Turchia e Russia. Lavrov: “Esercito Libero siriano è un fantasma”

Le autorità di Ankara affermano che sabato caccia turchi hanno intercettato un jet russo nel loro spazio aereo, mentre domenica altri due F-16 turchi sono stati inseguiti da un Mig non identificato. Davutoglu: “Pronti ad attivare le nostre regole d’ingaggio”

ANKARA – Sale ad alta quota la tensione tra Turchia e Russia. Dopo che negli ultimi due giorni il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha rimproverato all’omologo russo Vladimir Putin il “grave errore” della campagna aerea in difesa dell’odiato dittatore siriano Bashar al Assad, si è passati dalle parole ai fatti. Sul suo sito internet, l’esercito turco afferma che due caccia F-16 della sua aviazione sono stati “inseguiti” domenica da un Mig-29 non identificato sulla frontiera tra Siria e Turchia. Il ministero degli Esteri di Ankara, in una nota, dichiara che sabato aerei da combattimento turchi avevano intercettato un caccia russo entrato dalla Siria nello spazio aereo della Turchia e l’avevano costretto a tornare indietro. Ankara ha vivamente protestato con Mosca. E il premier Ahmet Davutoglu, in un’intervista alla rete privata Haber-Türk, annuncia che l’aviazione turca è pronta ad attivare le sue regole d’ingaggio, “che sono chiarissime per chiunque violi il nostro spazio aereo. Le nostre forze aeree hanno avuto l’ordine di intercettare anche un uccello”.

Sul fronte diplomatico, si registra la proposta della Russia agli Usa di “contatti diretti” a livello militare, anche con l’Esercito Libero siriano, lamentando: “Ci parlano dell’Esercito Libero siriano ma dov’è? Resta un gruppo fantasma, non se ne sa niente”. Parole del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. Nei giorni scorsi, da più parti si è levata verso Mosca l’accusa di aver messo nel mirino con i suoi raid proprio le forze di opposizione ad Assad piuttosto che obiettivi riconducibili allo Stato Islamico. Sposando la visione del regime siriano, secondo cui sono tutti “terroristi”. Lavrov ha fatto sapere di aver chiesto informazioni sull’Estercito Libero siriano agli Usa, ma di non aver avuto alcuna risposta. “Ho chiesto informazioni al segretario di Stato John Kerry. Dov’è l’Esercito Libero siriano? Chi lo comanda? Noi vorremmo lavorare anche con loro a una soluzione della crisi e siamo sempre pronti a trovare un contatto senza nasconderlo. Ma ad oggi nessuno ci ha detto nulla”.

Più in generale, Lavrov ha osservato che in Occidente la valutazione delle operazione militari russe in Siria è “in gran parte positiva”. Il capo della diplomazia di Mosca ha tuttavia ancora una volta precisato che il rovesciamento di Assad sarebbe una flagrante violazione delle norme del diritto internazionale, in particolare delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. “Il Consiglioi ha approvato il comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012, che permette esclusivamente una soluzione politica pacifica e diplomatica della crisi siriana”.

Quando parla di un Occidente che guarda con favore ai raid russi, Lavrov sa di non sbagliare, perché soprattutto in Europa diversi governi si sono ricreduti sulla opportunità di abbattere il dittatore sapendo che il rischio maggiore è di favorire così la definitiva presa del potere degli islamisti, alla luce delle esperienze sperimentate in Libia e Iraq. Chi tiene la posizione anti-Assad sono gli Usa, spalleggiati apertamente dalla Gran Bretagna e dalla inquieta Turchia. Da Madrid, il segretario alla Difesa statunitense Ashton Carter ha paragonatogli sforzi di Mosca per sostenere il presidente siriano al legarsi a una nave che affonda e ha accusato la Russia di favorire un’escalation della guerra civile in Siria colpendo l’opposizione moderata. Quella che Lavrov considera inafferrabile.

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