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All’università di Tor Vergata riflettori puntati sul Festival dello Sviluppo e del Turismo Sostenibile

Grande successo per il Festival dello Sviluppo e del Turismo Sostenibile che si è svolto presso l’Università di Tor Vergata, Macroarea di Ingegneria, nei giorni 5-6 e 7 giugno 

Roma- Tre giorni dedicati allo sviluppo sostenibile e al nuovo modo di intendere il turismo. Il Prof. Michele Angelaccio e la Prof.ssa Ing. Berta Buttarazzi (Dipartimento Ingegneria dell’Impresa), in collaborazione con l’Ing. Andrea Falamesca, A. D. della Great Green Group, hanno organizzato, presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Tor Vergata, il “FESTIVAL DELLO SVILUPPO E DEL TURISMO SOSTENIBILE”.

Tra i molteplici ospiti che sono intervenuti al Festival nella giornata del 6 giugno, erano presenti: il Prof. Ernesto Di Renzo (Dipartimento di Lettere) che ha affrontato il tema del “Turismo Sostenibile nel Settore agroalimentare”; Tiziano Gasbarro e Lydia Postiglione (Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società) che hanno illustrato, nell’ambito del progetto “Turismo Urbano e Resilienza”, un esempio pratico ed interessante di orti urbani nell’ottica della riqualificazione e sostenibilità di alcune aree romane talvolta abbandonate o degradate.

La Prof.ssa Ing. Berta Buttarazzi  ci spiega come nasce quest’idea del Festival dello Sviluppo a Tor Vergata.

VIDEO: Intervista Prof.ssa Ing. Buttarazzi, On. Quintarelli, Ing. Falamesca

Abbiamo indetto questo festival proprio in queste giornate- ci spiega la Prof.ssa Berta Buttarazzi– perché vogliamo, attraverso questo evento, presentare l’agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi, per divulgare le informazioni del principio della sostenibilità che è a molti sconosciuto. Poiché con l’Università di Tor Vergata siamo partner dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, di cui il portavoce ufficiale è il Prof Giannini (ndr. ex ministro che insegna alla facoltà di Economia), con il nostro evento abbiamo voluto contribuire a dare maggiore enfasi al Festival dello Sviluppo Sostenibile”.

“Il mondo ormai è diventato globale, ne deriva uno sviluppo tecnologico che ha degli aspetti positivi che tutti noi conosciamo: oggi possiamo utilizzare dei servizi fino a qualche anno fa  impensabili, ma non possiamo permettere che tutto questo crei un ‘divario’ tra le persone ovvero non deve creare una società dove ci sono persone ricche e persone povere. Nessuno deve rimanere indietro perché le risorse del mondo sono per tutte le persone che ci abitano e quelli che hanno la fortuna di essere oggi più ricchi, devono pensare anche agli altri, – afferma l’Ing. Buttarazzi, –ormai le informazioni circolano sulla rete, quindi qualunque persona che ha una sua morale non può ammettere che esistano al mondo persone che muoiono di fame o che non abbiano l’acqua per bere, donne che siano trattate a livello inferiore rispetto all’uomo…  e questo è  solo qualche principio della sostenibilità”.

Non ritiene che questo possa rimanere un po’ un’utopia rispetto poi alla realtà con la quale si scontra chi è realmente povero? Basta l’informazione per superare tutto questo?

Noi ci proviamo nel nostro piccolo. Con l’informazione dobbiamo cercare di informare quelli che non lo sanno e di scuotere non solo gli animi delle persone in generale ma soprattutto quello dei politici che ci governano e che quindi, attraverso leggi, possono creare delle regole che pongano un limite a questi problemi, con atti concreti”.

Abbiamo visto tanta partecipazione, molti ospiti importanti in questi giorni, oggi erano presenti anche l’ing. Roberto Vacca e l’onorevole Quintarelli.

“Sì, c’è stata molta partecipazione. Per questo evento, che abbiamo organizzato insieme al Prof. Michele Angelaccio, io mi sono occupata dell’agenda da realizzare e ho notato che tutte le persone, veramente di alto livello, alle quali mi sono rivolta per invitarli a questo festival, hanno mostrato un grande interesse e sono venute qui a portare la loro testimonianza, a presentare il loro punto di vista ed eventuali soluzioni, o comunque ad aprire gli occhi a chi fosse all’oscuro di questi problemi. Ho trovato che c’è stata veramente un’adesione totale da parte del mondo sia Accademico, sia dell’Industria, sia della Comunicazione, dei giornalisti. Sono rimasta colpita positivamente da questo successo perché effettivamente vuol dire che il tema lo merita per essere discusso”.

Tra gli ospiti del festival dello sviluppo sostenibile, l’On. Stefano Quintarelli, informatico ed uno dei pionieri dell’introduzione di internet in Italia. Durante il convegno illustra l’era dell’evoluzione tecnologica nell’ottica della sostenibilità.

Dagli smartphon alla pianificazione dei voli via internet, dall’evoluzione della carta stampata ai prezzi che cambiano in base ad un nuovo modello di business alternativo. Le grandi trasformazioni nell’era di internet, la nuova concezione di beni materiali e beni immateriali, la proprietà privata ridefinita dall’immaterialità. Un excursus nelle abitudini che cambiano con l’evolversi della tecnologia, tutto all’insegna del risparmio, della commercializzazione e della sostenibilità.

Incontriamo l’On. Quintarelli al quale rivolgiamo una domanda sul turismo sostenibile.

Cosa pensa che manchi al turismo in Italia affinché possa parlarsi di turismo che funzioni?

Credo che in prima battuta ciò che manca sia un coordinamento nazionale: le competenze ripartite su tutte le varie Regioni è un ostacolo al coordinamento.

Noi competiamo nel turismo, competiamo per acquisire l’attenzione di consumatori in tutto il mondo e naturalmente il budget deve essere gestito nei confronti di chi fa questo. Non è pensabile che una Regione a caso delle nostre può competere come budget con quello della Spagna, per esempio. Quindi noi dobbiamo cercare sicuramente di portare prima il turista in Italia e poi, in fase di pianificazione, una volta catturato la sua attenzione, portare l’offerta.

Ecco, il fatto di avere tutta una segmentazione con una difficile attività di cooperazione tra le varie Regioni- in quanto le competenze sono a livello regionale- penso che sia il più grande ostacolo alla cooperazione per poter presentare l’offerta in un modo omogeneo e con un budget sufficiente per acquisire l’attenzione del possibile pubblico”.

 Quindi ritiene che sia un problema di budget non di risorse materiali?

 “Ma guardi, le risorse materiali in Italia ci sono ma ci sono paesi che fanno attrazione turistica molto meglio di come la fa l’Italia. Parlo a livello di paese, poi naturalmente ci sono dei singoli casi di eccellenza. Non dico che altrove è tutto perfetto, cioè, tutto è sempre migliorabile per definizione ma l’aspetto chiave è l’aspetto della collaborazione e la collaborazione oggi non è incentivata proprio a causa della frammentazione delle competenze”.

  Secondo lei il turismo è più vacanza o cultura?

“Beh, io credo che il turismo sia una parte della vita, non credo che ci sia più tanto questa differenza, le persone lavorano ovunque. Io sono sempre in vacanza, sempre al lavoro e sono sempre dietro a cose culturali e di relax, alla fine la persona è una e  quest’idea della parcellizzazione del tempo è una cosa che nel XXI secolo tende veramente ad essere molto mitigata”.

Tra gli organizzatori di questo festival c’è l’Ing. Andrea Falamesca al quale chiediamo quanto è stato difficile -o semplice- organizzare questo evento.

Intanto ringrazio come al solito voi per essere presenti con il vostro giornale online Vivicentro. Quanto all’organizzazione, è stata molto semplice in quanto è molto sentito il tema della sostenibilità del turismo, dell’ambiente e dell’ecologia e devo dire con mio enorme stupore che tutti quanti i politici, le persone di alta rappresentanza dell’Università e le persone di notevole importanza scientifica hanno voluto partecipare a questo evento.

L’organizzazione tecnica è stata molto semplice in quanto l’università ci ha dato pieno appoggio su tutto quello che volevamo utilizzare. Inoltre ringrazio il Professor Angelaccio, che è presidente dello SmartTourism Lab, con il quale abbiamo un progetto di ricerca in corso che è quello sulle case passive che introdurremo anche nel turismo, e la Professoressa Buttarazzi che si è occupata di tutto quanto attiene all’organizzazione a livello di personaggi, dell’agenda dell’evento”.

Dopo la consegna del riconoscimento, il Cavallino d’Oro, come procede il progetto delle Passivhaus?

Il progetto procede molto bene, stiamo intrattenendo anche un rapporto molto stretto con l’università San Paolo. Stiamo chiudendo un accordo anche con loro, quindi molto probabilmente presto verrà pubblicato qualche corso di studi inerente le case passive, relativo all’aspetto dell’ingegneria del pianeta, quindi sull’ingegneria, sull’ecologia.. e procediamo con lo studio degli involucri passivi. Stiamo via via migliorando quello che sono le tecnologie che applicheremo sulle nostre abitazioni”.

Abbiamo realizzato un filmato contenente delle interviste agli studenti e alle persone incontrate all’Università di Tor Vergata per dimostrare quanto sia ancora poco conosciuto tra i giovani il tema della sostenibilità.

VIDEO: Intervista studenti Universtà degli Studi di Tor Vergata- Roma

La terza giornata dedicata a questo Festival si è conclusa con l’evento finale a Montecitorio dove, in presenza delle più alte cariche dello Stato, sono stati discussi i problemi della sostenibilità.

Dall’inviata Maria D’Auriacopyright-vivicentro

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In merito all'autore

Maria D'Auria

Giornalista campana di adozione romana. Laureata in giurisprudenza, impegnata nel sociale, appassionata di lettura, scrittura, fotografia. Collaboratrice della testata ViVicentro.it, referente per la Regione Lazio. Esperta di comunicazione, cronaca sportiva, inchieste, eventi.

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