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Fiere…. Imputazioni

Francantonio Genovese
Francantonio Genovese, subito dopo aver ascoltato le imputazioni e le richieste del PM Sebastiano Ardita, si e’ sentito :
 
1) Fiero di essere genitore e marito
2) Fiero di avere una mamma che tutti chiamano Sig.ra Angelina
3) Fiero di essere figlio di un papa’ Senatore
4) Fiero nipote di uno zio piu’ volte Ministro
5) Fiero Deputato
6) Fiero ex Sindaco di Messina
7) Fiero ex Parlamentare della Sicilia
8) Fiero Avvocato
9) Fiero di avere tanti amici nelle Pubbliche Amministrazioni
10)Fiero della sua storia personale, imprenditoriale e politica
 
Torniamo alla realta’, processo ” Corsi D’Oro.
Pur avendo questo pesante medagliere politico, professionale imprenditoriale e di casato appeso sul petto, davanti ai Giudici della 1a Sezione penale di Messina, il PM Sebastiano Ardita, ha chiesto per l’ex Deputato PD, 11 anni di reclusione, con l’aggiunta di una multa di 15 mila euro, spiccioli, noccioline americane per chi possiede grandi ricchezze. 
 
Le imputazioni a carico del Genovese sono altrettanto “fiere”, potrebbero tramutarsi in vere e proprie amputazioni non solo morali, nel caso in cui, il castello accusatorio dei Magistrati di Messina dovesse essere accolto in pieno dal Tribunale giudicante.
 
Entriamo nei dettagli sulle “fiere accuse” mosse dai Magistrati.
Gli vengono contestati una serie di reati tutti di una certa gravita’ penale, li raggruppiamo :
 
1) Associazione per delinquere
2) Riciclaggio
3) Peculato
4) Frode Fiscale
5) Truffa in concorso
Il Pm Ardita, a conclusione della sua requisitoria, ha chiesto anche la condanna a sei anni di reclusione per le sorelle Chiara e Elena Schirò, mogli, rispettivamente, di Genovese e di Francesco Rinaldi, Deputato Regionale del Pd, transitato in Fi e cognato del Genovese.
Anche lui “presente” nel processo, sono stati “sollecitati” cinque anni e sei mesi di reclusione.
Nel procedimento sono imputate altre 19 persone, per cui sono state chieste condanne comprese tra un anno e otto mesi a sette anni di reclusione.

Il Procuratore aggiunto di Messina, ha detto di ritenere che gli illeciti, siano stati commessi con una rete  di complicità. Ha parlato della condizione di privilegio di quanti si sono arricchiti con facilità, attraverso coperture, complicità e forza istituzionale, a dispetto delle difficoltà nella quali si dibattono i normali cittadini, a cui quelle risorse sono state sottratte”.

Apriamo una parentesi tonda :
Nei corsi di formazione, tramutati in “corsi d’oro” dai Magistrati messinesi, lavoravano diversi giovani, ai quali per mesi non sono stati pagati “favolosi” stipendi da 500 euro al mese, mentre nonna Regione sborsava fior di milioni per dei corsi fantasma, su affitti di mega appartamenti fatiscenti, di aule da terzo mondo. 

Dove sono andati a finire questi soldi, quali strade hanno preso, chi si e’ arricchito? tutta la Citta’ di Messina aspetta una risposta.

Per questo, ha concluso il pm Sebastiano Ardita, questa vicenda merita come risposta un processo normale, con applicazione delle regole previste per tutti i Cittadini, con una pronuncia, che tenga conto della gravità dei fatti, senza eccessi e senza sconti.

Dovere di cronaca : questa la Conclusione di Francantonio Genovese :
”La richiesta di condanna rassegnata in data odierna dai pm, mi amareggia ma non mi sorprende: è coerente con le iniziative assunte e con le posizioni tenute sin dal nascere delle indagini e che hanno contraddistinto l’intero percorso processuale, fino al punto di impedirmi, ancora oggi, di esercitare il mandato parlamentare, pur a fronte di una presunzione di innocenza che la nostra costituzione considera essenziale’.

Peccato che tale linea non sia, a mio avviso, coerente con le risultanze processuali, confido in una difesa che saprà offrire al Collegio giudicante conclusioni diametralmente opposte, suffragate da tutte le prove emerse acclarate a discolpa.
Aggiunge, ribadisco l’amarezza di chi crede nella giustizia e di chi crede nel rispetto dei ruoli e delle funzioni, ad ogni livello. Mi sarei atteso che Magistrati da me denunciati, nei cui confronti pende procedimento innanzi altra Procura della Repubblica, si fossero astenuti.
Per finire :
Mi sento, comunque, in pace con la mia coscienza, professo innocenza rivendico innocenza grido innocenza, quella innocenza che, sono certo, sarà infine dimostrata”.
Nella vita bisogna essere ottimisti, la presunzione d’innocenza fortunatamente  non e’ un reato contemplato dal Codice Penale.
vivicentro.it/Bologger/Lopiano-saintred /  Fiere…. Imputazioni Mauro Lo Piano

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