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Ritrovata la tomba di Amenimhat, l’orafo dedicato al dio Amon.

Ritrovata la tomba di Amenimhat
Ph: Ministero delle Antichità Egizie

Ritrovata la tomba di Amenimhat, l’orafo dedicato al dio Amon.

Khaled El-Enany è stato il primo a dare la notizia di un ritrovamento particolare, infatti è stata annunciata la scoperta di una tomba appartenente a Amenimhat, l’orafo dedicato al dio Amon.

Amon era un’importante divinità egizia  che venne adorata in tutto il Paese durante il Nuovo Regno, spesso sotto il nome di Amun-Ra (Amon+Ra).

La tomba apparterrebbe al Nuovo Regno. Insieme al corpo maschile sono stati trovate altre tre corpi: una donna, probabilmente la moglie e due bambini,  molto probabilmente i figli.

La scoperta è stata effettuata da una missione archeologica egiziana guidata dal dott. Mostafa Waziri, nella necropoli di Draa Abul Naga, sulla riva occidentale del Nilo a Luxor.

Waziri  ha riferito che la tomba comprende un ingresso situato nel cortile di un altro tomba databile al Medio Regno.

L’ingresso porta ad una camera quadrata terminante con una nicchia dove è stata trovata  una statua in arenaria parzialmente danneggiata raffigurante il proprietario della tomba.

La statua mostra Amenemhat seduto su una sedia, al suo fianco siede la moglie, che indossa un abito lungo e una parrucca. Tra le loro gambe, in misura più piccola, siede un’altra figura dipinta, forse uno dei due figli.

Il Dott. Waziri ha inoltre aggiunto che la tomba possiede due cunicoli che portano a due punti di sepoltura.

 Il primo si trova a destra della camera e probabilmente era stato scavato per seppellire la mummia della moglie. A sette metri di profondità, della stessa sepoltura, sono state rinvenute diverse mummie, sarcofagi e maschere funeraria in legno incise insieme a una collezione di statuette del proprietario della tomba e di sua moglie.

Nel secondo cunicolo, a sinistra, sono stati scoperti diversi sarcofagi appartenenti alla XXI-XXII Dinastia, in stato molto avanzato di deterioramento.

Nel cortile, gli archeologi hanno individuato diversi punti di sepoltura  databili con molta probabilità al Medio Regno.

In uno di queste sepolture, è stata portata alla luce un corpo della donna e dei suoi due figli. Comprende due bare di legno e diversi poggiatesta. Un sarcofago conteneva il corpo della donna, l’altro i corpi dei due figli.

Secondo l’antropologo Sherine Ahmed Shawqi, la donna è morta all’età di 50 anni e durante la sua vita ha sofferto di diverse malattie. Ha sofferto di carie che hanno portato ad un ascesso fino ad infettare  le ossa della mandibola.

I primi studi sulle mummie dei suoi due figli evidenziano che appartengono a due maschi adulti di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Entrambe le mummie non sono molto deteriorate.

Una delle mummie maschili mostra che ha sofferto di carie durante la sua vita, mentre la seconda mummia probabilmente è stata messa in un secondo momento nello stesso sarcofago, non mostra le procedure di mummificazione.

L’Archeologo Mohamed Baabash riporta che durante gli scavi sono stati rinvenuti oggetti funerari,  alcuni appartenenti all’orafo di Amon. Tra gli artefatti scoperti si trovano resti calcarei di un tavolo per le offerte, 4 sarcofagi in legno parzialmente danneggiati e decorati con testi geroglifici e scene di diverse divinità egizie e una statua in pietra arenaria di un commerciante del tempio del re Tuthmose III di nome Mah.

Sono stati rinvenuti inoltre, 150 statuette Ushabti in faience, legno, argilla cotta, calcare e mattoni di fango.
La missione ha anche portato alla luce una collezione di 50 coni funerari, 40 dei quali testimoniano la presenza di altre sepolture non ancora individuate. I nomi incisi ricordano dei funzionari: Maati, Bengy, Rourou e il visir Ptahmes. Gli altri riportano i nomi di a Neb-Amun, il raccoglitore dei grani e supervisore dei magazzini di grano del dio Amon e Nebsenu, il sommo sacerdote di Dio Amon.

Il Ritrovamento non è considerato sensazionale, ma con tale notizia lo Stato egiziano vuole attirare nuovamente l’attenzione dei turisti.

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